coord. prov. SEL Reggio Emilia
Come è potuto accadere che in due anni si sia passato dallo scandalo dei sindaci che volevano fare anche i parlamentari o i membri del governo, all'idea che se i senatori sono sindaci o consiglieri regionali è meglio?
Eppure solo pochi mesi fa l'idea che alcuni sindaci fossero anche parlamentari aveva scandalizzato l'opinione pubblica, e la Corte Costituzionale aveva esteso il divieto, dapprima previsto solo per i sindaci dei comuni sotto i 20 mila abitanti, a tutti i sindaci. E come non ricordare il caso di Vincenzo De Luca, Sindaco di Salerno, nominato sottosegretario al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del governo Letta, e dichiarato decaduto dalla carica di sindaco per incompatibilità con il suo incarico di governo?
Anni di giusta polemica con coloro che, pensandosi superuomini, accumulavano cariche su cariche, si sciolgono oggi come neve al sole, di fronte a Renzi (che pure si dimise da Sindaco di Firenze per divenire Presidente del Consiglio) che per incoffesabili motivi ha deciso che i futuri senatori lo saranno nel tempo lasciatogli libero dal loro prioritario incarico di sindaco o consigliere regionale.
E che dire della moda di dichiarare un'istituzione desueta, vuoi che siano le Provincie od il Senato, di proclamare ai quattro venti di volerla abolire, per poi scoprire che si abolisce solo il diritto degli elettori ad eleggere, e si espande il privilegio dei partiti a nominare.
Se poi si guarda anche la proposta di legge elettorale, che prevede per i cittadini il solo diritto a scegliere le proposte a pacchetto chiuso fatte dai diversi partiti, viene forte il sospetto che ci si trovi ad un passaggio da un sistema democratico basato sulla sovranità popolare ad un altro a cui si stenta a dare un nome per evitare il logoramento stesso delle parole.
Ma come definire un sistema in cui un partito con il 40% può avere la schiacc ante maggioranza nelle due camere, eleggere il presidente della repubblica, determinare gli equilibri nella Corte Costituzione e nel CSM, cancellando di fatto la distinzione fra il potere esecutivo, legislativo e giudiziario?
L'inno alla velocità i Renzi, sembra fatto apposta per impedire la maturazione della consapevolezza fra i cittadini delle nefaste conseguenze delle sue proposte. Forte del patto segreto con Berlusconi, minaccia a destra e a manca, con la durezza di chi non avendo argomenti pensa però di avere la forza.
Ci faremo intimidire da questo avventuriero? Noi gufi e rosiconi riusciremo a ritrovare il coraggio per uscire dalle sale dei convegni, dagli appelli, per andare nelle piazze a dire con chiarezza che questo Renzi è un piccolo imbroglione, che promette di mettere a posto tutto, che ci indica problemi veri, ma che non ha soluzioni, e che mentre ci abbaglia con le slide, intanto ci smonta la casa che i nostri antichi partigiani ci consegnarono per manutenerla e non per sconvolgerla?

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