Katia Pizzetti
La seconda serata della Festa Provinciale di SEL Reggio Emilia, alla presenza di un folto pubblico, ha incentrato il dialogo sulla Sinistra come speranza per il futuro. Alla presenza di Marco Furfaro della Segreteria nazionale di SEL e di Paolo Gandolfi deputato del PD, si è parlato di sinistra come fonte di cambiamento, della crisi socio-economica e delle posizioni del governo. Un approfondimento sulla situazione politica nazionale e sul ruolo della sinistra nel Paese, dando voce ai tanti cittadini che intervenuti, hanno posto interrogativi, preoccupazioni, temi su cui porre l’attenzione.
Marco Furfaro, Segreteria nazionale SEL, ha espresso in modo chiaro e incisivo il significato e la speranza della sinistra oggi, non mancando di fare autocritica e di esigere un vero cambiamento. Con parole dirette, appassionate ha posto l’accento su diversi temi, - La politica, come la sinistra oggi, è una grande confusione sotto il cielo, da cui nascono opportunità di miglioramento. Il pensiero della sinistra era quello di sentirsi parte di una collettività, di una modernità da cui attingere l’idea di cambiamento. Oggi purtroppo le persone hanno perso l’idea di cosa sia veramente la sinistra, che non è quella di ambiguità o elittaria, ma al contrario è quella di parlare alla gente, di arrivare al cuore e alla mente di tutto il popolo di sinistra. Con il cambiamento del mondo del lavoro, delle condizioni sociali, non possiamo essere solo i difensori di una nicchia, di una soggettività, abbiamo il dovere di far arrivare a tutti la voglia e la volontà del cambiamento, che un Paese davvero diverso è possibile. La sinistra deve trasmettere l’idea che è utile e che non fomenta la guerra della sopravvivenza.
Dopo le elezioni europee e la frammentazione dentro SEL, si è creata una situazione complicata, ma l’idea di arrivare a toccare la vita delle persone, resta il percorso da seguire. Dobbiamo avere il coraggio di rompere gli schemi e, in questo le giovani generazioni hanno un ruolo fondamentale, forti, purtroppo, della precarietà lavorativa ed esistenziale che vivono ogni giorno. Questo vale per tutti perciò voglio combattere un’idea di politica che si parla addosso, aprire il campo e dar voce sia a chi soffre questa situazione ecomico-sociale, sia a chi si riconosce nei valori di una nuova sinistra proiettata al cambiamento. La sinistra oggi non deve impartire lezioni, deve guardare al domani e non solo al presente, riuscire a trasmettere l’idea di un futuro diverso. Dobbiamo occuparci di temi pratici, di cose tangibili, come l’approvazione della legge sul reddito minimo garantito, presente in tutta Europa, che riuscirebbe a dare sostegno a chi ha perso il lavoro e, allo stesso tempo a mettere in circolazione denaro favorendo la ripresa dell’economia. Altro tema la ridistribuzione delle risorse, anche in questo caso non si riesce a sbloccare la proposta di legge a causa di un governo fortemente spostato a destra, che parla solo delle riforme a suo pro. Il punto essenziale resta quello di riuscire a fare riforme insieme alle altre componenti di sinistra nel Paese. Un passo utile a tutti, a noi, al PD e alle altre forze di sinistra per non ritrovarci in un Paese in cui verrà a mancare la democrazia, non ci sarà rinnovamento generazionale, avremo lo stesso ceto politico al comando e la conseguente arretratezza invece dell’avanzamento verso un futuro di maggiori diritti e di speranza. Chiudo riaffermando che il nostro compito è quello di sostenere un pensiero alternativo, di una nuova e vitale sinistra. Non dobbiamo arrenderci alla politica degli slogan che porta ad avere un “sovrano” a decidere per tutti- .
Paolo Gandolfi, deputato PD di are civatiana, ha gentilmente accettato di sostituire Giuseppe Civati impossibilitato a partecipare causa motivi famigliari, ha espresso la sua posizione e l’idea di sinistra a cui lavora alla Camera. – Condivido il percorso e i temi di cui parliamo stasera. Il pensiero chiave è la difficoltà che oggi tutta la sinistra, non solo in Italia, anche in Europa, quella di essere capaci e credibili nell’essere una forza in grado di produrre il cambiamento vero che sentiamo in noi. per la mia collocazione politica, credo che Renzi, diventato interprete del cambiamento, in verità non lo sia, forte del risultato elettorale europeo, propone un’innovazione diversa da quella che mi attendevo. Chi come me appartiene alla parte più a sinistra del PD, vuole mantenere un dialogo, costruire un percorso condiviso con le forze di sinistra, in materia di contenuti, di idee, che ci rappresentino nella speranza di un vero cambiamento del Paese. Uno sforzo complicato in quanto sia nella parte interna più a sinistra del PD, sia all’interno di tutto il partito, continua a essere radicata una linea conservatrice, che tende a fermare l’idea di innovazione. Ritengo occorra dire chiaramente agli elettori, ai cittadini che abbiamo in mente un mondo diverso da quello che viviamo e, questo o possiamo fare solo unendo le forze, le capacità, le idee che tutta la sinistra ha nelle singole persone che compongono le varie forme di sinistra presenti nel Paese.

Nessun commento:
Posta un commento
L'inserimento dei commenti su questo blog implica l'accettazione della policy.