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lunedì 9 febbraio 2015

Sì, Presidente, difesa civile “significa ripudiare la guerra e promuovere la pace”

di Pasquale Pugliese


“La garanzia più forte della nostra Costituzione consiste, peraltro, nella sua applicazione. Nel viverla giorno per giorno.” Sono le parole del Presidente Sergio Mattarella nel passaggio più significativo del suo discorso di insediamento del 3 febbraio. Che continua così: “garantire la Costituzione significa garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi in una scuola moderna, in ambienti sicuri, garantire il loro diritto al futuro. Significa riconoscere e rendere effettivo il diritto al lavoro. Significa riconoscere la cultura diffusa e la ricerca di eccellenza, anche utilizzando le nuove tecnologie superando il divario digitale. Significa amare i nostri tesori ambientali e artistici. Significa ripudiare la guerra e promuovere la pace…”. Si tratta di un promemoria dei principi fondamentali della Costituzione repubblicana che – nell’intenzione dei padri costituenti – promuovono la difesa dei diritti fondamentali dei cittadini dalle minacce dell’ignoranza, della disoccupazione, della povertà materiale e culturale, della guerra…

lunedì 10 febbraio 2014

Ribaltare l'austerità per disarmare l'Europa. La lezione di Atene

 di Pasquale Pugliese

Per capire fino in fondo la partita che si giocherà alle prossime elezioni europee, è necessario mettere fuoco un’apparente incongruenza. Nel novembre del 2012 durante l’Assemblea della NATO svoltasi a Praga, il Segretario generale Rasmussen spiegava che i quasi 10 miliardi di euro che il governo greco aveva speso nell’anno per i propri armamenti hanno mantenuto la Grecia nella posizione di secondo paese, in proporzione, per spesa militare tra i 27 della NATO, dopo gli Stati Uniti. Eppure la Grecia più di tutti gli altri paesi europei aveva già dovuto sottoporre a tagli durissimi ogni capitolo della sua spesa pubblica civile. La contraddizione si spiega con il fatto che mentre ha dovuto accettare le drammatiche condizioni poste dalla troika per ottenere i prestiti internazionali, volte a smantellare i servizi pubblici sociali, il governo greco contemporaneamente è stato costretto anche a continuare nell’acquisto di armamenti – sottomarini, fregate, carriarmati – commissionati alle aziende belliche di quegli stessi Stati che hanno imposto i tagli, USA, Germania e Francia, in primis.

giovedì 2 gennaio 2014

Per un nuovo anno di consapevolezza e d'impegno. Come un augurio

di Pasquale Pugliese
Per iniziare con consapevolezza questo nuovo anno suggerisco un indicatore di attualità del discorso pubblico dominante: andate a rileggere il primo messaggio di fine anno agli italiani del presidente Pertini. Era il 1978 e c’era la consapevolezza diffusa del pericolo alla sicurezza generale derivante dalla corsa agli armamenti e della corrispondente necessità di disarmo. Nella sera dell’ultimo dell’anno Pertini, con la sua pipa in mano, diceva così agli italiani: “bastano alcuni dati per persuaderci dell’importanza di questo compito: oggi si spendono per le armi nucleari quattrocentomila miliardi all’anno; le superpotenze posseggono dodicimila testate nucleari che corrispondono a circa un milione e cinquecentomila bombe uguali a quelle che hanno distrutto Hiroshima ed Hiroshima è là ad ammonire tutta l’umanità. La tragedia che ha conosciuto Hiroshima potrebbe conoscerla domani l’umanità intera, eppure vi sono seicento milioni di creature umane che mentre io parlo stanno lottando contro la fame. Lo ripeto qui a voi, italiani ed italiane, quello che ebbi a dire innanzi al parlamento quando fui insediato come presidente della repubblica: si svuotino gli arsenali di guerra sorgente di morte, si colmino i granai sorgente di vita per milioni di creature umane che stanno lottando contro la fame.”
Oggi, i dati proposti allora dal Presidente della Repubblica alla consapevolezza degli italiani sono drammaticamente più gravi:

venerdì 6 dicembre 2013

La legge di stabilità militare e la controfinanziaria di Sbilanciamoci!

La “legge di stabilità militare” non è una specifica “legge di stabilità” ma un principio generale della politica italiana: passano i governi, cambiano le maggioranze e le politiche economiche, ma ciò che rimane invariata, qualunque cosa accada, è la stabilità militare. Anzi, poiché la stabilità si mantiene accrescendola, come spiega il Rapporto 2014 della Campagna Sbilanciamoci! (una vera e propria “controfinanziaria”) presentato la settimana scorsa, “dal 1948 la spesa militare in Italia è sempre cresciuta in termini reali e proprio negli ultimi vent’anni, secondo la base dati della spesa pubblica per funzioni pubblicata dall’Istat, l’Italia ha registrato un aumento di quasi il 25% in termini reali per la sola Funzione Difesa”. Naturalmente (si fa per dire…) anche la “legge di stabilità” del governo Letta, si conforma alla permanente legge di stabilità militare, seguita da tutti i governi precedenti.