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lunedì 14 settembre 2015

Nonostante tutto, la nonviolenza è in cammino. A piedi scalzi e in Parlamento

di Pasquale Pugliese

I piedi servono per camminare, per correre, per andare incontro; sui piedi delle persone camminano le civiltà. Ma i piedi possono anche servire a dare calci e fare sgambetti – in un impeto di puro e gratuito odio – a chi fugge dalla guerra con un bambino in braccio… Lo scorso 11 settembre, in Italia, i piedi di donne e uomini hanno percorso le strade delle nostre città. Hanno marciato scalzi, in segno di condivisione, di pace, di accoglienza, ma anche in segno di umiltà. L’umiltà che manca all’Europa che respinge in mare e sui fili spinati quell’umanità disperata che cerca rifugio dalla “terza guerra mondiale diffusa” (come la definisce significativamente papa Francesco), nei cui confronti l’Europa ha enormi responsabilità.

sabato 6 giugno 2015

Confesso di aver disertato anch’io! Ed anche festeggiato nel nome della Costituzione

di Pasquale Pugliese

L'ideologia

Lo scorso 2 giugno il Giornale.it scriveva che “durante la parata militare ai Fori Imperiali, un gruppo di associazioni ha deciso di disertare la diretta televisiva da Roma e si è ritrovata a Verona per festeggiare a suo modo il 2 giugno: Festa della Repubblica disarmata. E’ la rete di movimenti raggruppati intorno a una campagna dal nome Un’altra difesa è possibile”. I quali sono uniti, secondo questa ricostruzione, da una precisa “ideologia”: “un ripudio che dovrebbe diventare nazionale. L’Italia, secondo loro, dovrebbe gettare le armi e vestire le divise del servizio civile”. A parte le molte imprecisioni dell’articolo, confesso che quella Festa c’è stata davvero, io vi ho preso parte attivamente e (svelo un segreto all’articolista del Giornale) quell’ideologia del ripudio nazionale delle armi e della guerra esiste ed è scritta nei pricipi fondamentali della Costituzione italiana.

martedì 29 aprile 2014

Dall'Arena Disarmo il programma politico del movimento per la pace

 di Pasquale Pugliese
Quello andato in scena all’Arena di Verona il 25 aprile non è stato solo un evento straordinario,  ma anche un momento di svolta per il movimento per la pace italiano.
Un evento straordinario nella sua preparazione: hanno aderito all’Appello di convocazione  centinaia di sottoscrittori singoli; circa cento tra reti, organizzazioni ed enti che si occupano di solidarietà, volontariato, pace, ecologia ed economa di giustizia; dieci fondazioni culturali; quaranta riviste; otto centri studi per la pace e il disarmo E straordinario nella partecipazione: quattordicimila le persone contate dentro all’Arena, arrivate con ogni mezzo da tutto il Paese: non solo treni, pullman e automobili, ma anche in bicicletta ed a piedi, come i marciatori da Reggio Emilia, partiti una settimana prima. E moltissimi volontari civili che si sono fatti vedere e sentire in una giornata riconosciuta anche dall’Ufficio nazionale per il servizio civile. Tutti hanno reso indimenticabile la scenografia arcobaleno che ha colorato l’Arena, ma anche piazza Bra fin dal mattino.