venerdì 19 giugno 2015

Alcune riflessioni sulla "ripubblicizzazione" del servizio idrico

 Stefano Morselli

Il percorso di ripubblicizzazione (sotto il controllo esclusivo dei Comuni) del servizio idrico a Reggio Emilia è un caso finora unico a livello nazionale. Si tratta, infatti, di un caso non assimilabile meccanicamente alle pur numerose esperienze di gestioni pubbliche in house già pre-esistenti in molte realtà (circa il 40% degli affidamenti in Italia), né all’unica esperienza costruita dopo il referendum a Napoli, ove si è trasformata (non senza difficoltà) una spa comunque già pubblica in una azienda speciale. E’ quindi naturale che non si tratti di un percorso privo di problemi e aspetti di rischio, da considerare con la necessaria attenzione, indicati dallo stesso piano di fattibilità industriale per l’affidamento in house consegnato da Agenia.
Ciò premesso, resta il fatto che tale piano di fattibilità – l’unico ad oggi messo a punto e validato da una società specializzata di consulenza aziendale – NON ritiene affatto “impossibile” o “insostenibile” per i Comuni l’operazione di cui si discute. Il bollino di “impossibilità” e/o “insostenibilità” è stato apposto dalla direzione provinciale del Pd, tra l’altro a maggioranza e con il dissenso di alcuni membri della stessa direzione, tra i quali l’assessore comunale Tutino che ha seguito personalmente l’intero iter del piano di fattibilità Agenia. Con tutto il rispetto per la direzione provinciale Pd, la sua decisione NON può essere considerata una valutazione oggettiva sul piano tecnico, giuridico, finanziario. Tantomeno una valutazione scientificamente più attendibile di quella della società specializzata Agenia. Si tratta, quindi, di una scelta politica, che il Pd ha il diritto e il potere di fare, essendo il partito di maggioranza e di quasi tutti i sindaci, ma che – proprio in quanto scelta politica – è opinabile, discutibile, contestabile. Non accettabile né imponibile a scatola chiusa, quanto meno per Sel, che ha e intende mantenere un proprio autonomo punto di vista, sul servizio idrico come su ogni altra questione di rilievo politico e amministrativo.
L’unico argomento che la direzione Pd ha indicato come ostativo sul piano tecnico, giuridico e finanziario alla ripubblicizzazione integrale del servizio idrico è il comma 609 dell’articolo 1 della legge finanziaria 2015, che prevede certe procedure e certi vincoli per le aziende in house e per i Comuni che ne fanno parte. A parte il paradosso di un partito che, a livello locale, alza le braccia – “Vorremmo, ma ce lo impediscono” - di fronte a norme che lo stesso partito approva al governo nazionale, va detto che quella stessa norma è di controversa interpretazione. E, in ogni caso, dovrebbe riguardare – almeno secondo Agenia – tutte le gestioni in house già pre-esistenti., non solo l’ipotetica nuova azienda pubblica reggiana. Inoltre, merita di essere presa in considerazione la proposta formulata nei giorni scorsi dal deputato Giovanni Paglia, dai consiglieri regionali e dalla consigliera comunale di Sel: la costituzione non di una azienda speciale in house, ma di una spa pure controllata dai Comuni. Una variante societaria che salvaguarderebbe comunque la sostanza dell’assetto interamente pubblico.
Seppure in via ufficiosa, risulta che in alcune sedi – Comune di Reggio, Provincia – si stia discutendo una ipotesi “intermedia” tra la ripubblicizzazione integrale e la semplice riproposizione della attuale situazione che deriverebbe dalla gara ad evidenza pubblica in programma a fine settembre. Questa ipotesi, che sui giornali viene indicata come “Piano B”, ad oggi non si è tradotta in un progetto ufficiale, dettagliato, valutabile: quindi, ogni commento non può che essere rinviato al momento – ammesso che ci si arrivi - in cui tale progetto prenderà corpo, verrà illustrato pubblicamente, conosciuto e discusso nel merito. In questo senso, Sel dovrebbe riservarsi la massima libertà di valutazione e di pronunciamento: prendendo nettamente e pubblicamente le distanze, qualora lo ritenesse non condivisibile; ragionando sui pro e sui contro, qualora prefigurasse effettivamente un miglioramento, ancorchè parziale, rispetto alla gestione odierna, in termini di controllo pubblico e di radicamento locale. Fermo restando che la scelta di accantonare il percorso fin qui seguito non è condivisa da Sel e va addebitata alla piena responsabilità del Pd.

Nessun commento:

Posta un commento

L'inserimento dei commenti su questo blog implica l'accettazione della policy.