mercoledì 24 febbraio 2010

Rifiuti: la Provincia esca dall'ambiguità

In tutti questi anni, dall’approvazione nel 2004 del Piano provinciale rifiuti, Sinistra e libertà e Verdi hanno sempre adottato un atteggiamento che mettesse al primo posto la competenza e le soluzioni al grave problema dello smaltimento dei rifiuti a valle della raccolta differenziata. Abbiamo proposto e pienamente condiviso con i sindaci di Reggio Emilia, Correggio e San Martino in Rio la tecnologia del Trattamento meccanico biologico. Il Tmb è in grado di produrre almeno tre risultati importanti: ridurre la quantità dei rifiuti, stabilizzare e inertizzare i rifiuti restanti – come prescritto dalla Comunità europea – e permettere il recupero di energia (biogas) o di materia (compost). Noi riteniamo infatti che tale tecnologia possa rappresentare la chiusura del ciclo di smaltimento e non – come afferma Enìa – funzionale ad un futuro inceneritore in qualità di preselettore. Importanti ulteriori vantaggi del Trattamento meccanico biologico sono il basso impatto ambientale, una ridotta occupazione di suolo e un costo infinitamente più contenuto rispetto all’inceneritore. 
Dunque la domanda è: a chi gioverebbe un possibile futuro inceneritore? Rileviamo che, dopo 6 anni dall’approvazione del Ppgr, grazie alle iniziative e alle proposte espresse da Sinistra e libertà e Verdi, oltre alle altre forze politiche, ai comitati e ai sindaci, l’inceneritore non è stato costruito e, al contrario, si è deciso responsabilmente di realizzare il Tmb, di incrementare la raccolta differenziata, di verificare le ulteriori soluzioni tecnologiche su scala regionale (dove esistono già otto inceneritori). In ragione di queste scelte risulta oltremodo ambigua la posizione sostenuta nei giorni scorsi dall’assessore Roberto Ferrari: “Se a Prato-Gavassa si farà il Tmb, anche il nuovo impianto di termovalorizzazione non potrà che sorgere lì”. Chiediamo a Ferrari e all’Amministrazione provinciale di assumere una linea chiara ed esplicitamente alternativa all’inceneritore sostenendo, insieme ai Comuni, politiche di incentivazione della raccolta domiciliare in grado di determinare un drastico calo nella produzione dei rifiuti indifferenziati, favorire la riduzione degli imballaggi e definire ,attraverso il nuovo Piano d’ambito dei Rifiuti, una politica tariffaria in grado di incentivare e premiare i Comuni virtuosi che puntano alla riduzione nella produzione dei rifiuti e non solo ad incrementare, attraverso l’assimilazione spinta, le percentuali di raccolta differenziata.


Franco Ferretti, coordinatore provinciale di Sinistra ecologia e libertà
Giuseppe Neroni, portavoce provinciale dei Verdi

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