Visualizzazione post con etichetta Interventi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Interventi. Mostra tutti i post

lunedì 19 luglio 2010

Casa Cantoniera, Fantini sbaglia

Riteniamo sbagliate nel merito e inopportune in questa fase politica le dichiarazioni dell’assessore provinciale Marco Fantini in riferimento allo sgombero della casa cantoniera di Via Martiri della Bettola.

Nel merito delle scelte politiche pensiamo - soprattutto in questa contingenza segnata drammaticamente dalla crisi economica e dalle scelte sciagurate del governo Berlusconi in tema di tagli al sistema di welfare locale - che l’alienazione di strutture abitative pubbliche annunciata da Fantini sia profondamente sbagliata. Proprio in questa fase, nella quale si acutizza sempre più il problema casa (sono decine gli sfratti che ogni settimana vengono eseguiti nella nostra città ), occorrono politiche di segno opposto capaci di realizzare piani di recupero delle strutture esistenti. Politiche di recupero del patrimonio edilizio pubblico che proprio ieri sono state annunciate dall’assessore Matteo Sassi del Comune di Reggio Emilia, per far fronte all’ondata di emergenza abitativa che sta investendo il nostro territorio.

Riteniamo inoltre che l’assessore provinciale, nelle sue polemiche dichiarazioni, abbia sbagliato completamente il bersaglio, attaccando pesantemente CGIL e Sunia, che pochi giorni prima avevano espresso il loro parere negativo rispetto alla scelta della Provincia di vendere le case cantoniere di sua proprietà (peraltro sono anni che questi soggetti chiedono un recupero di queste strutture per contrastare il fenomeno dell’emergenza abitativa). Ricordiamo a Fantini che quei sindacati, che ha assurdamente accostato al governo nazionale, sono tra i pochi soggetti sociali che in questi mesi non hanno abbassato la testa e non hanno accettato supinamente le politiche di Berlusconi. Anche l’assessore provinciale con la delega alla casa può fare, se vuole, qualcosa che contrasti decisamente con tali politiche: non svenda questo patrimonio pubblico e lo recuperi per destinarlo a chi ne ha davvero bisogno.

Carla Ruffini Franco Ferretti

Coordinatori provinciali di Sinistra Ecologia Libertà

lunedì 26 aprile 2010

Ecco il registro per i testamenti biologici

Sinistra Ecologia Libertà apprende con gioia la notizia dell’approvazione unanime, da parte della Giunta, della delibera riguardante l’istituzione presso il Comune di Reggio Emilia del Registro dei testamenti biologici dei cittadini ed esprime soddisfazione per l’esito positivo di un iter deliberativo che, data la delicatezza del tema, si è rivelato non facile e, in taluni momenti, è sembrato persino non scontato.

Dopo la messa a punto delle procedure esecutive per l’attuazione della delibera, i cittadini residenti nel Comune di Reggio potranno, volontariamente e per libera scelta, esercitare il proprio diritto all'autodeterminazione sul trattamento sanitario di fine vita, depositando il loro testamento biologico presso un servizio specifico attivato a cura dell’Ufficio Anagrafe.

In tal modo il Comune, ovvero l’istituzione più vicina ai cittadini, consentirà, con modalità certe e non onerose, l’esercizio effettivo di un diritto già esistente, garantendo un servizio di fondamentale utilità ed assicurando ai cittadini che, se intendono esprimere le proprie anticipate volontà di cura, queste saranno conservate adeguatamente e consegnate a chi deve tenerne conto nel momento in cui ciò si renda necessario.

Sel ha sostenuto fin dalla prima ora e con coerenza la coraggiosa battaglia del Comitato AltaVoce per raccogliere le adesioni dei cittadini e presentare al Consiglio comunale una mozione di iniziativa popolare firmata da centinaia di persone, accompagnandone il percorso di implementazione con coerenza e determinazione.

Già in altre occasioni abbiamo avuto modo di sottolineare il carattere esemplare del processo partecipativo che ha portato all’istituzione del Registro nella nostra città.

A partire da un’esigenza sentita dalla collettività (senza richiamare l’ampio dibattito in corso, basti pensare al fatto che già in un centinaio comuni si è affrontata la questione del “biotestamento” attraverso gli strumenti dell’iniziativa popolare e la metà di essi ha già istituito o deliberato di istituire un registro dei testamenti biologici) e, attraverso la promozione di partecipazione e la raccolta di adesioni nel territorio, si è costruito un percorso virtuoso bottom-up che ha coinvolto e impegnato il livello istituzionale nella ricerca di soluzioni e dispositivi amministrativi adeguati.

Ora aspettiamo che venga comunicato ai cittadini quando e con quali modalità potranno cominciare a esercitare il loro fondamentale diritto.

Sinistra Ecologia Libertà


venerdì 9 aprile 2010

La Lega Nord contro i bambini

Le campagne d'odio della Lega Nord fanno male anche a noi.
Sull'onda di un successo elettorale più apparente che reale (la Lega Nord ha perso in un anno 150 mila voti), le vittime sacrificali di turno delle campagne d'odio leghiste sembravano essere le donne. Trovandosi nella tragica situazione di dover abortire, l'idea di farlo con meno rischio e dolore, con l'uso dell'aborto farmaceutico, andava sacrificata alle possibili alleanze con la gerarchia cattolica. Poi il contrordine è arrivato tempestivo: su quella strada si poteva guadagnare il plauso della Chiesa, ma si rischiava di perdere concrete aree di voto femminile anche nelle zone di maggior radicamento.
Ma visto che senza un nemico non si può vivere, ecco che le truppe leghiste sul territorio ne trovano subito un'altro. Sono quei bambini che mangiano all'asilo nido senza pagare regolarmente la mensa. Allora detto fatto: mettiamoli di lato a digiunare mentre i loro amichetti mangiano, in modo da stimolare le loro famiglie di provenienza a pagare il dovuto.

mercoledì 31 marzo 2010

E' ora: Reggio istituisca il Registro per i testamenti biologici

Il Comitato AltaVoce, attraverso una nota inviata la scorsa settimana alla stampa, oltre a manifestare soddisfazione per l’impegno dichiarato dai consiglieri dei gruppi di maggioranza in consiglio comunale, Vecchi, Nasuti e Riva, a favorire l'istituzione in tempi rapidi del Registro dei testamenti biologici nel Comune di Reggio Emilia, ha chiesto con forza che dalle dichiarazioni si passi ai fatti e si giunga, senza più rinvii e procrastinazioni, all’approvazione della delibera di giunta istitutiva del registro.

Sinistra ecologia e libertà ha sempre sostenuto con forza e determinazione le ragioni e la battaglia del comitato (che ha presentato al consiglio comunale una petizione popolare firmata da 400 cittadini e, come testimoniano i tre consiglieri, si è misurato con competenza e senso di responsabilità su un tema così delicato e complesso) per la rivendicazione di questo fondamentale diritto all’autodeterminazione e per dotare anche il Comune di Reggio Emilia di un istituto adeguato all’esercizio di tale diritto.

La giunta, dopo essersi lasciata alle spalle la recente vicenda elettorale (che poteva costituire per qualcuno motivo di “prudenza” nell’affrontare una questione critica nel rapporto col proprio elettorato ), anche nella seduta post elezioni pur trattando diversi punti previsti dall’ordine del giorno non ha iscritto l’approvazione della delibera per l’istituzione del registro.

A questo punto riteniamo sia nostro dovere interrogarci sul perché si sia verificato questo ritardo nel varo di un atto deliberativo che ha alle spalle ben due mozioni approvate (in data 26 ottobre 2009) e un lungo lavoro di confronto e messa a punto di un testo di delibera su cui, è stato detto, si è determinato un sostanziale accordo di merito.

Chiediamo allora al sindaco di Reggio Emilia di rendere esplicite le ragioni di tutti questi rinvii perché crediamo sia una risposta dovuta a fronte di un atto “sacrosanto” che è stato al centro di un processo democratico esemplare.

Ci sono questioni fondamentali per la libertà e i diritti dei cittadini che non possono e non debbono soggiacere a mere logiche elettoralistiche e di convenienza politica spicciola.

Si ponga dunque fine a questo non più tollerabile gioco di proroghe e posticipi e si intraprenda immediatamente, come chiede AltaVoce insieme ai cittadini firmatari e tutti coloro che in questi mesi hanno appoggiato la battaglia per l’istituzione del Registro dei testamenti biologici a Reggio Emilia, il decisivo iter di attuazione.

Franco Ferretti e Carla Ruffini

Coordinatori di Sinistra ecologia e libertà Reggio

martedì 23 marzo 2010

La scuola che deve cambiare: la proposta di Sel

(Lorenzo Capitani, Pierino Nasuti e Sara Cattini)

Stati generali, scuole aperte e maggio costituzionale in difesa della scuola reggiana. Stamattina, durante una conferenza stampa al bar dell’Università di viale Allegri, Sinistra ecologia e libertà – Idee Verdi ha affrontato i problemi che oggi deve fronteggiare il mondo della scuola e presentato tre proposte per aiutare il sistema formativo ad uscire dalla difficoltà in cui si trova. Secondo Sel c’è una sottovalutazione del grave stato in cui la scuola versa. Per questo ci sarebbe bisogno di una nuova mobilitazione, di un altro senso di responsabilità, anche per evitare il prevalere di logiche corporative che rischiano di aggravare ulteriormente la qualità del sistema formativo oltreché offrire messaggi confusi e contraddittori a famiglie sempre più disorientate. Alla conferenza stampa ha partecipato la giovanissima candidata alle regionali del 28 e 29 marzo Sara Cattini, il consigliere comunale Pierino Nasuti e Lorenzo Capitani di Sel. “I problemi che si avvertono oggi nella scuola, le rivendicazioni, i disordini degli studenti che giustamente fanno sentire la loro voce di fronte al degrado del sistema educativo – ha detto Sara Cattini – devono essere affrontati in maniera costruttiva. E questo significa raccogliere i fatti concreti, prendere atto dei problemi per poi trovare soluzioni, perché soluzioni devono essere trovate: servono risposte che non arrivano. Il malcontento di chi vive la scuola, insegnanti e studenti in primo luogo, devono insomma necessariamente sollevare interrogativi nelle istituzioni”. “Le regole certo vanno rispettate – ha continuato Sara riferendosi ai recenti fatti di cronaca – ma devono essere tenuti aperti tutti i canali di comunicazione: le istituzioni devono essere dunque ricettive dei disagi giovanili e oggi la voglia di farsi ascoltare dei giovani si vede”.

Premessa

La deludente seduta dell’ultimo Consiglio provinciale ha confermato, e non ce n’era certo bisogno, la debolezza di un discorso pubblico sulle prospettive della scuola. Infatti, a parte le pur comprensibili schermaglie procedurali di tipo propagandistico, emerge con grande evidenza in tutti gli interlocutori, anche nei più sensibili, la sottovalutazione reale del grave stato in cui versa, anche nella nostra provincia l’insieme del sistema scolastico, pur nelle sue lodevoli eccellenze. Le responsabilità vanno sì considerate rispetto alla politica dei tagli davvero indiscriminati degli ultimi mesi, ma anche rispetto agli esiti per lo più fallimentari delle fragili riforme adottate nelle precedenti stagioni, anche dai governi più diversi.

Ci sarebbe bisogno di un altro clima, di un’altra mobilitazione, di un altro senso di responsabilità, anche per evitare il prevalere di logiche corporative o di piccolo cabotaggio, che rischiano di aggravare ulteriormente la qualità del nostro sistema formativo oltreché offrire messaggi confusi e contraddittori a famiglie sempre più disorientate.

Qualche nostra modesta proposta.

1. Vogliamo prendere per buone le parole di Sonia Masini, quando parla di decisioni puramente tecniche e provvisorie, a proposito del riordino delle Superiori, in vista di una riflessione più partecipata sulla riorganizzazione o razionalizzazione di tutto il sistema di Secondo grado. Ma non era possibile avviare prima questo processo, invece che accontentarsi di estenuanti pseudo-trattative con i “poveri” dirigenti scolastici, continuamente alle prese con notizie mutevoli e farraginose? Si proceda allora ad una grande consultazione democratica tra forze sociali e componenti istituzionali, in vista della convocazione di veri e propri Stati generali sulla scuola reggiana, in cui dare voce a tutti coloro che si sentono i grado di offrire contributi di analisi e di proposta, al di fuori dei consueti belletti propagandistici.

2. Sentiamo crescere, in modo sempre più diffuso, difficoltà e disagi riguardanti il normale funzionamento della scuola. Ogni giorno una notizia sulle tasse “illegittime” a cui sono costretti i vari istituti, ogni giorno una denuncia sulle cose elementari che vengono meno, dalla carta per le fotocopie alla carta igienica, ogni giorno una sconsolata constatazione sulla impossibilità di fare delle scuole un luogo pieno di accoglienza, specie per i più deboli. Perché non pensare allora, attraverso un coinvolgimento ampio di istituzioni, associazioni, famiglie, studenti, ad una campagna che potremo definire Scuole aperte, almeno per un periodo significativo della primavera, in cui prevedere molteplici iniziative di recupero, culturali, ricreative, aperte alla cittadinanza e che mettano in rilievo la grande potenzialità degli stessi edifici scolastici, se concepiti come luoghi attivi e non semplicemente come luoghi di una stanca trasmissione del sapere. Ogni scuola un luogo di accoglienza e di cultura. Un piccolo antidoto alla sfiducia e alla rassegnazione.

3. La scuola come bene comune, costituzionalmente garantito. Rappresenta proprio uno strano paradosso il fatto che si parli di una sperimentazione, per la verità sempre più contenuta, della nuova disciplina chiamata pomposamente “Cittadinanza e Costituzione”, quando della nostra bella Costituzione ogni giorno, ogni momento che passa si può dire, si fa scempio. Allora da Reggio, città costituente per eccellenza, la città di Meuccio Ruini, di Giuseppe Dossetti, di Nilde Iotti, venga un forte slancio a momenti sempre più importanti di Educazione costituzionale, si appoggino le numerose iniziative che hanno preso il via, anche con importanti riconoscimenti, si offra loro una degna cornice istituzionale ed operativa, senza nessuna retorica, senza nessun tricolore di troppo, ma con l’invito ad approfondire e verificare nel concreto la validità del nostro patrimonio costituzionale. Un maggio costituzionale, nelle forme più diverse, anche come risposta alla crisi di credibilità della scuola e dei suoi antichi messaggi.

Conclusione

Solo qualche suggerimento, qualche proposta, che siamo però disposti a discutere con tutti. E un invito a tutti gli insegnanti che stanno attraversando forse uno dei loro momenti più difficili, anche perché spesso assaliti da un odioso senso comune che ne vorrebbe continuamente offrire un immagine devastante, come se davvero si trattasse di una categoria “privilegiata”.

Non dividiamoci tra primi della classe e ossequienti impiegati dello Stato, non alimentiamo insensate guerre tra poveri, competizioni risibili e fuorvianti, ma sentiamoci tutti partecipi di un comune orizzonte che rischia di impoverirci e di impoverire la nostra comunità. E’ una battaglia di civiltà che dobbiamo condurre, anche superando pigrizie e pregiudizi, guardando in facci una realtà che quotidianamente ci propone problemi inediti, su cui dobbiamo misurare tutta la nostra capacità di esser educatori.

mercoledì 17 marzo 2010

Il voto degli amministratori di Bagnolo

Il nostro voto a Sinistra ecologia e libertà

Nelle elezioni regionali di domenica 28 e lunedì 29 marzo sosterremo Vasco Errani, ricandidato unitariamente dal centrosinistra alla presidenza della Regione Emilia Romagna. Contemporaneamente, all’interno della coalizione capeggiata da Errani, il nostro voto andrà alla lista di Sinistra ecologia libertà, che sarà presente sulla scheda elettorale con il proprio simbolo (insieme a quello dei Verdi) e con i propri candidati.

In questi anni, Sinistra ecologia libertà ha partecipato al governo della nostra Regione, caratterizzandosi in particolare su alcuni temi: sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori colpiti dalla crisi, contrasto al precariato, promozione dei diritti civili e dei servizi sociali, difesa dell’ambiente, no al nucleare e agli ogm (organismi geneticamente modificati), lotta contro tutte le mafie e contro i razzismi. A partire dai traguardi finora raggiunti, ora si tratta andare più avanti, di contribuire al rinnovamento e al rilancio di quel “modello emiliano” che - pur in un quadro generale caratterizzato da pesanti difficoltà economiche, sociali, istituzionali - continua a rappresentare un punto avanzato di civiltà a livello nazionale ed anche europeo.

Con questo stesso spirito e con queste stesse finalità, stiamo impegnandoci anche come amministratori del Comune di Bagnolo. Siamo convinti che dalla nostra terra possa venire una grande spinta anche per costruire una alternativa nazionale al declino economico e morale, allo sfascio istituzionale, alla vera e propria emergenza democratica che il berlusconismo sta infliggendo all’Italia. Per questo è necessario che, dalle prossime elezioni, escano una sinistra più forte e un centrosinistra più unito. Il voto alla lista Sinistra ecologia libertà - Verdi ci pare il modo migliore per ottenere questo risultato.

Daniele Ferrari (vicesindaco di Bagnolo, assessore alla Scuola e alla cultura)

Mara Bertoldi (assessore comunale all’Ambiente e alle Attività produttive)

Katia Pizzetti (consigliere comunale, presidente della commissione Bilancio)

Il berlusconismo mostra le sue crepe: il Paese è smarrito. Vendola parla agli elettori dell'Emilia Romagna

Sono risorti i fantasmi dell'intolleranza, la xenofobia. Il lavoro è poco, sporco, precario. L'economia mutila gli escosistemi e una violenza subdola e nascosta ferisce il futuro, ferisce le giovani generazioni, ferisce coloro che hanno meno potere, chi vive nella non autosufficienza, i diversamente abili. Nichi Vendola non usa mezzi termini, parla con chiarezza: siamo di fronte al corto circuito del Paese. L'egemonia della culturale della destra ha disidentificato l'Italia civile, l'Italia dell'antifascismo, delle libertà democratiche costruite e difese dal movimento operaio. Enormi buchi neri lacerano la civiltà. Per tutto questo Vendola annuncia che il berlusconismo è morto e sepolto "sotto le macerie dell'Aquila". Ora c'è bisogno di sinistra, di ecologia e libertà. Sinistra significa costruire reti di solidarietà, ecologia è prendere coscienza del fatto che il mondo sta franando, libertà è vita, responsabilità e autodeterminazione. C'è libertà se si combatte la precarietà, lontano dall'individualismo proprietario e dalla sua violenza. In Emilia Romagna c'è bisogno di Sinistra ecologia e libertà per bloccare l'avanzata del leghismo, della cultura del razzismo e l'intolleranza. Questo accade in una regione in cui il centrosinistra deve ridefinire le proprie strategie, la propria missione, il proprio riformismo. E proprio qui c'è bisogno di contenuti più netti e radicali. "Noi siamo il cuore di un'alternativa. In Emilia Romagna c'è bisogno di Sinistra ecologia e libertà".

martedì 16 marzo 2010

Testamento biologico, le parole di Donatella

Manca ancora la delibera per dire sì al registro per il testamento biologico anche a Reggio. Sel continua a portare avanti la battaglia per il diritto all'autodeterminazione dell'individuo e il contributo di Donatella Chiossi, da sei anni malata di Sla, all'evento che a Bagnolo ha visto la partecipazione di Mina Welby, ideatrice e promotrice dell'istituzione del testamento biologico in Italia, lancia un nuovo appello alle istituzioni e ai cittadini.
Testamento biologico: l'intervento di Donatella Chiossi durante la serata organizzata a Bagnolo
Stasera noi stiamo vivendo un grande atto di democrazia capace di commuovermi anche perché attualmente sono così rari: il cittadino di Bagnolo oggi si sente tutelato e rappresentato ma soprattutto vive una condivisione di valori tradotti in atto pubblico. E non è cosa da poco credetemi e a chi replica che solo una legge può legittimare il testamento biologico noi ribadiamo che solo in parte è vero perché non è un atto simbolico istituire il registro dei testamenti biologici presso il proprio comune. Lo facciamo davanti al sindaco, diretta emanazione dello stato e soprattutto davanti alla giunta e al consiglio comunale che sono la prima istanza democratica più vicina al cittadino; anzi rovescio il ragionamento affermando che sono i nostri rappresentanti, scelti e votati da noi. Pensate che forza se 10, 100, 1000 città e comuni adottassero il registro dei testamenti biologici: sarebbe una dimostrazione della società' civile unica e che peserebbe nel momento in cui il parlamento riprendesse la discussione della vergognosa legge Calabrò. A questo proposito mi sono chiesta quanto lo Stato saprà essere laico riconoscendo il valore dell'unicità e singolarità della persona di fronte ai temi legati alla vita, al corpo, alla malattia, alla sofferenza, alla morte. È fondamentale per questo mettere al centro il diritto all’autodeterminazione terapeutica ed esigere che si traduca in atti concreti.

sabato 13 marzo 2010

Beppe in piazza non c'era, noi sì...



Che delusione. Non solo Pagani non era in piazza, ma ha approfittato della giornata di sciopero per attaccare la Cgil piuttosto che il governo. Il peccato di cui si sarebbe macchiata la Cgil non è quello di scioperare per ragioni sbagliate o futili. Anzi, il nostro condivide appieno le critiche alla politica economica del governo e al decreto legge sul lavoro, che introducendo l'arbitrato, aggira di fatto l'applicazione dell'art. 18 dello Statuto dei lavoratori nei licenziamenti senza giusta causa. La Cgil pare aver commesso un peccato di lesa maestà: dichiarare sciopero senza la preventiva intesa con Cisl e Uil. Beppe non si da conto che Cisl e Uil non sono poi così sconvolti dall'operato del governo, a cui sembra non attribuiscano insufficienze tali da giustificare uno sciopero. Anzi Cisl e Uil si scandalizzano del fatto che si scioperi in periodo elettorale (cosa peraltro già accaduta). Dunque mentre il governo, in periodo elettorale e a colpi di decreti, smantella la contrattazione ed i diritti dei lavoratori, noi tutti dovremmo tacere?

A Beppe due consigli non richiesti: un (ex) sindacalista non dovrebbe mai criticare l'esercizio del diritto di sciopero, anche se non condivide i modi e gli argomenti della mobilitazione. E ogni tanto se non ci sei (sulle pagine dei giornali) è meglio.

Michele Bonforte

(Sinistra ecologia e libertà)

venerdì 12 marzo 2010

Il candidato Marani scrive ai lavoratori


A ognuno di voi
Non c'è controllo né etica per gli speculatori. Di conseguenza c'è stata la chiusura di aziende sane, il dissesto economico di interi territori mentre noi, spesso soli, dobbiamo salire sui tetti per difendere i siti produttivi e con essi il nostro lavoro. Si è depenalizzato il falso in bilancio e si è introdotto lo "scudo fiscale" facendo un mega sconto di tasse al 5% a banditi ed evasori. Si sono incoraggiati comportamenti illeciti a partire dall'evasione fiscale e dal riciclaggio di denaro sporco invece di tutelare il lavoro come bene sociale. Si sta usando la crisi per scardinare i diritti acquisiti da noi e dai nostri padri. Il governo Berlusconi e dei sindacati di minoranza pretendono di riscrivere anche le regole dei rapporti di lavoro senza il consenso dei lavoratori.
I diritti non hanno mai rappresentato un impedimento al progresso tecnico e allo sviluppo economico, anzi quando si tolgono la situazione è peggiorata sempre. Prima la precarietà descritta spesso, e troppo, come elemento di modernità, quasi fosse una scelta libera, un'opportunità data ai giovani. In realtà ha bloccato le speranze per il futuro di milioni di ragazze e ragazzi, ha distrutto la possibilità di costruire reti famigliari solide e non ha nemmeno impedito la crisi nonostante le imprese si siano "abbuffate" di personale precario. Ora ritorna l'attacco subdolo all'articolo 18 con la certificazione dei rapporti di lavoro e l'arbitrato secondo "equità". Un modo subdolo per aggirare l'art. 18 e i vincoli per rendere più facili le deroghe sui diritti dei lavoratori. Insomma un altro modo per colpire il lavoro. Come quando si sostiene che licenziare i padri più facilmente aiuterà i figli a trovare lavoro. Un lavoratore perso non si recupera più. Mentre le ristrutturazioni escludono i 50enni, agli anziani si dice al tempo stesso che bisogna lavorare più a lungo.

giovedì 11 marzo 2010

Dai Beppe, vieni in piazza!



Malgrado la neve, oggi è un buon giorno. Pagani ha aspramente criticato il decreto legge sul lavoro, che introducendo l'arbitrato, aggira di fatto l'applicazione dell'art. 18 dello Statuto dei lavoratori nei licenziamenti senza giusta causa. Non me lo aspettavo, sono sincero. E dunque sono doppiamente contento e sorpreso. Allora tutti uniti contro questo ennesimo colpo di mano del governo Berlusconi. Domani l’occasione c’è. Milioni di lavoratori scendono in piazza contro le non-politiche economiche del governo, contro il fisco che colpisce solo i lavoratori e non gli evasori e la grande finanza, e contro questo decreto nemico dei diritti dei lavoratori.

Michele Bonforte

(Sinistra ecologia e libertà)

Ma Beppe che dice? "Proprio perché porto assoluto e prioritario rispetto all’autonomia del sindacato italiano non cercherò una facile scena alla manifestazione del 12 marzo - dice il candidato del Pd alle regionali - Oggi credo sia più difficile ed impopolare, ma non meno utile, lavorare per favorire un cammino di incontro tra Cgil, Cisl e Uil". Insomma, quando le idee sono chiare...

venerdì 5 marzo 2010

Coopservice e movimento cooperativo, la voce di Sel

La grave crisi di Coopservice si supera facendo prevalere l’etica e la cultura cooperativa, come ha indicato il sistema cooperativo attraverso l’unanime posizione espressa dalle imprese cooperative associate. Il mondo cooperativo, in altre fasi e vicende difficili, è riuscito a uscirne guardando in avanti e unendo la tradizione alla modernità, l’impresa alla solidarietà. Fin dal 2007 Legacoop ha evidenziato il grave punto di lesione del rapporto mutualistico emerso nell’operazione di collocazione in borsa della società controllata Servizi Italia spa. E’ necessario che Legacoop e il movimento cooperativo facciano valere quelle decisioni, colmando il grave ritardo accumulato. Il rispetto delle regole e del principio di responsabilità vale per tutti i dirigenti e soci cooperatori; sia per chi opera e rappresenta il sistema cooperativo, sia per chi lavora o amministra la cooperativa associata. L’autonomia e la libertà imprenditoriali di Coopservice non sono messe in discussione da chi esige il rispetto dei principi e delle regole dello “stare insieme”; semmai da dirigenti e da gruppi di soci che hanno preso decisioni in palese contrasto con le regole statutarie, con i valori mutualistici, con la trasparenza nell’amministrare e governare un’impresa a “proprietà sociale”, che deve essere sempre portatrice di “responsabilità sociale”. I gravi fatti accaduti coinvolgono certamente la reputazione della cooperativa e generano allarme nel sistema cooperativo. La reputazione è la risorsa più preziosa per l'impresa cooperativa perché fonda il proprio operato sulla fiducia dei soci, dei cittadini e delle istituzioni. Gli attacchi alla cooperazione mossi dai politici della destra non sono certo ispirati a superare la situazione di crisi nell’interesse dei soci e dei dipendenti.

domenica 28 febbraio 2010

Basta con le logiche dei posti garantiti

L’inserimento della signora Moriconi nel listino bloccato collegato al candidato governatore Vasco Errani, così come altri incresciosi episodi riguardanti la designazione di improbabili candidati ‘blindati’, si presta ad alcune considerazioni politiche che vanno ben al di là di alcuni aspetti umoristici pur presenti nella vicenda. Il candore con cui la signora ammette la propria insipienza politica la mette al riparo da qualsiasi critica: lasciamo che svolga il proprio quinquennale corso di formazione e auguriamoci di avere alla fine un bravo amministratore della cosa pubblica. Domandiamoci semmai a chi altri è offerta una simile opportunità, come si formano le classi dirigenti, come seleziona il proprio personale politico il centrosinistra.