Intervista a Michele Bonforte, confermato coordinatore provinciale di SEL dalla recente assemblea congressuale. Tanti i temi affrontati: parcheggio della Vittoria, mediopadana, elezione di Renzi e accesso al welfare degli omosessuali. “Matteo Sassi? Una risorsa per il futuro della città”.
Bonforte, lei è appena stato confermato alla guida provinciale di SEL. Ci saranno dei cambiamenti?
Sempre più saremo attenti a quanto si muove nella società, ad essere ricettivi di idee e voglia di impegnarsi. La situazione è critica e c’è bisogno del contributo di tanti. Lo abbiamo già fatto alle elezioni politiche e lo rifaremo alle prossime comunali: chiederemo a chi ha voglia di impegnarsi di candidarsi nelle nostre liste.
Come si orienterà SEL in vista delle prossime elezioni amministrative?
La crisi economica sta producendo esclusione sociale anche nella nostra città. C'è un rancore diffuso a cui bisogna dare risposta. Noi chiederemo al PD di caratterizzare il prossimo mandato con la partecipazione e l'ascolto della città. L'errore più grande sarebbe non vedere i problemi e rifugiarsi in una visione mitica della Reggio di un tempo. Accanto alle eccellenze stanno crescendo le criticità e le famiglie che non ce la fanno. L'anima di Reggio, la sua storia, è nelle politiche di inclusione sociale. E' lì che abbiamo le nostre radici. Da lì dobbiamo partire per affrontare una situazione che è profondamente cambiata.
In consiglio comunale a Reggio Emilia avete un rappresentante. In cosa si è contraddistinto in questi quattro anni l'apporto di SEL nell'amministrazione comunale?
Pierino Nasuti ha fatto quello che gli riesce meglio: ascoltare e connettere le persone, raccoglierle intorno alle soluzioni possibili. Abbiamo quindi agito quasi sempre in forza di una iniziativa promossa da associazioni o da cittadini attivi. Un esempio è stata la battaglia per il testamento biologico, o quella per l'acqua pubblica.
Se l'Assessore Matteo Sassi -come pare- si candiderà alle primarie per la scelta del Sindaco di Reggio Emilia lo sosterrete?
Le primarie sono uno strumento dell'elettorato attivo del centro sinistra e non dei partiti. Non ci saranno quindi candidati di partito, ma candidati che propongono una visione ed una proposta che sottopongono ai cittadini. Sarebbe importante avviare da subito le procedure per le primarie a sindaco, sia a Reggio che in altri paesi della provincia, per dare il tempo a questo dibattito di svilupparsi. Noi dobbiamo chiamare il popolo di centro sinistra a scegliere anche le idee guida che il sindaco scelto dovrà perseguire. Poi, certo, ci sentiamo molto vicini alle cose che dice Matteo da anni sulla città: sono una risorsa per il futuro di Reggio Emilia.
Cosa pensa dell'elezione di Matteo Renzi alla guida nazionale del Partito Democratico?
Il PD con il governo Letta rischia di snaturare la sua identità, trasformandosi in un partito moderato. Incredibilmente Matteo Renzi rappresenta la speranza di tenerlo ancorato a sinistra, alternativo alla destra. Il PD aveva bisogno di cambiare gruppo dirigente e linguaggio. I volti nuovi ora ci sono, ci aspettiamo anche idee nuove sulla crisi sociale e politica che superino il liberismo che ci ha portato all'attuale catastrofe.
In Emilia Romagna, proprio in questi giorni, si è creata una spaccatura dentro al PD sull'assegnazione delle case popolare alle coppie omosessuali, dopo aver bocciato gli emendamenti presentati da Franco Grillini (Arcygay). Lei cosa ne pensa?
Pochi lo sanno, ma le case popolari sono state costruite prevalentemente con i soldi versati dai lavoratori dipendenti. Ai quali non è stato chiesto che abitudini sessuali avessero. Faccio fatica a comprendere chi vuole escludere i gay dall'accesso al welfare. Se poi è del PD mi chiedo cosa ci stia a fare in quel partito.
Torniamo su Reggio Emilia: cosa pensa del parcheggio che si vuole costruire in Piazza della Vittoria?
E' sbagliato. Lo era quando fu proposto dalla destra decenni fa, lo è oggi. Non abbiamo bisogno di attrattori di traffico verso il centro storico, ma di renderlo fruibile senza auto. Non abbiamo bisogno di indirizzare gli investimenti pubblici e privati in quella direzione, quando la crisi pone altre priorità. Il parcheggio di Piazza Vittoria è un esempio di partecipazione mancata: per anni progetti ha percorso i cunicoli segreti dell'amministrazione. Quando viene alla luce del sole deve fare i conti con una città che non è stata coinvolta.
E della stazione mediopadana?
Non ha senso come stazione di partenza. Non ci saranno mai i numeri che giustifichino tale utilizzo. E' stato il classico esempio di grande opera non indispensabile, che ha però risucchiato le risorse pubbliche da impieghi più appropriati, come ad es. i treni per i pendolari che ora sono abbandonati al degrado. Ma ormai quei soldi sono stai spesi e la stazione Mediopadana c'è. Forse, per vederne un futuro utile, bisogna interrogarsi sulla sua caratteristica peculiare: è l'unica stazione TAV che non è all'interno di una città costruita. Potrebbe avere senso come stazione di arrivo. Ma prima di avviare le betoniere, sarebbe bene discuterne pubblicamente.
Perché ha deciso di impegnarsi in politica?
Faccio politica per vocazione. Penso che il senso della vita sia nella socialità, nella relazione con altri, nel decidere insieme il futuro e le cose da fare. Mi sento quindi come un religioso. Fare politica significa rinunciare al perseguimento di fini personali per perseguire scopi sociali. Purtroppo i mercanti sono entrati nel tempio della politica e l'hanno deturpata. Oggi bisogna fare pulizia. Ma senza ideali, senza uno scopo ed un traguardo, rischiamo di passare da un inganno ad un'altro.
Marina Bortolani
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