martedì 19 gennaio 2010

Condividiamo le preoccupazioni dei lavoratori Enia

Le preoccupazioni dei lavoratori Enia e dei sindacati sull'incertezza che deriva dalla mancanza di un vero piano industriale che guidi l'unificazione Enia-Iride, sono pienamente condivisibili. Occorre recuperare una maggiore trasparenza sulle prospettive strategiche del nuovo soggetto economico, che permetta ai cittadini e ai lavoratori di confrontarsi con il quadro reale delle possibilità in campo.
Difatti la questione delle multiutility che gestiscono i servizi idrici, energetici ed ambientali è resa difficilmente leggibile dall'intrecciarsi delle iniziative locali, dai decreti e dagli orientamenti del governo Berlusconi, e dalle tappe di realizzazione delle normative europee.
Per noi rimane chiara la necessità di ricondurre al pieno controllo pubblico la gestione dell'acqua, e che questo possa essere fatto con lo scorporo della gestione dell'acqua dalle multiutility locali per attribuirla ad una azienda pubblica regionale. Questo modello, che è quello positivamente applicato in Puglia, rispetta le norme europee e inibisce l'applicazione dei decreti governati, per la prevalenza delle competenze che la Costituzione attribuisce alle Regioni in merito alla gestione delle risorse del suolo.


Di diversa natura ci pare invece la questione della gestione dei servizi energetici ed ambientali. La normativa europea prevede nei prossimi anni l'apertura delle gare di assegnazione della gestione dei servizi energetici ed ambientali a soggetti privati in ambito europeo. Il nostro compito è quello di portare le multiutility locali verso la creazione di soggetti economici che per le dimensioni e le strategie industriali siano in grado di vincere il confronto con i grandi soggetti energetici ed ambientali europei.
Per questo il dibattito sul futuro di Enia-Iride va inquadrato nella prospettiva della creazione di grandi soggetti a prevalente partecipazione pubblica anche a scala sovraregionale. E' dunque necessario superare l'impasse creatosi con l'emergere del contenzioso fra Iride ed il fisco, così come armonizzare le diverse valutazioni sul peso della quota pubblica, prevedendo una chiara modifica statutaria che garantisca la quota pubblica del 51%.
E' in questo contesto che occorre valutare il ruolo del nostro territorio. L'insediamento a Reggio Emilia delle attività di direzione e produzione dei servizi energetici rappresenterebbe non solo una prospettiva occupazionale seria per le maestranze di Enia, ma anche la valorizzazione strategica delle vocazioni industriali presenti nel reggiano. 
Franco Ferretti e Carla Ruffini (coordinatori di "Sinistra Ecologia Libertà" Reggio Emilia)

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