"In base alla disciplina di origine comunitaria vincolante per il legislatore nazionale, alcune particolari modalità di comunicazione richiedono il consenso specifico di abbonati a servizi di comunicazione elettronica, compresi gli abbonati a servizi di telefonia mobile e gli utilizzatori di schede di traffico prepagato (invio di fax, di messaggi tipo Sms o Mms; chiamate telefoniche preregistrate; messaggi di posta elettronica). Il consenso, che anche in questo caso può essere acquisito una tantum, deve comunque precedere la chiamata o il messaggio e deve essere raccolto sulla base di formule chiare che specifichino espressamente la finalità di propaganda politica o elettorale. Non è possibile ricorrere a modalità di silenzio-assenso". (Propaganda elettorale: il "decalogo" del Garante - 7 settembre 2005(G.U. del 12 settembre 2005 n. 212).
Questo è quanto stabilito dal provvedimento del Garante della privacy per quel che riguarda i messaggi elettorali inviati via sms. Si può trovare questo materiale sul sito del garante. In molti testimoniano invece che nessun consenso, precedente alla chiamata e al messaggio, è stato chiesto per l'invio di sms da parte del comitato elettorale di Sonia Masini (che fra l'altro non può essere generico, ma specifico e manifestato liberamente, come prescrive il garante). Lasciamo alla presidente della Provincia trarre le debite conclusioni dopo la lettura delle disposizioni del Garante della privacy.
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