"Il Corriere della sera ha finalmente scoperto perché il centrosinistra è in crisi: perché – rivela Giovanni Belardelli, seguito a ruota da Angelo Panebianco - “dimenticare Berlinguer è ancora una missione impossibile”. Basterebbe dimenticarlo, e tutto andrebbe a posto. Forse i due insigni pensatori dimenticano che tutti i leader del Pds-Ds dopo Occhetto hanno frettolosamente archiviato e talvolta svillaneggiato Berlinguer proprio per il suo merito maggiore – l’onestà personale e la battaglia sulla questione morale dopo la P2 e agli albori del craxismo – preferendogli Craxi e portando il loro partito alle dimensioni del Psi di Craxi. Forse i due insigni pensatori dimenticano che ad attaccare Berlinguer al Comitato centrale del Pci, subito dopo l’allarme sulla “questione morale”, fu un certo Giorgio Napolitano, attualmente presidente della Repubblica: lo stesso che, di fronte a una questione morale che oggi fa impallidire la P2 e il craxismo e a una corruzione che si mangia 60 miliardi di euro l’anno, non trova di meglio che suonare il silenzio e invocare una “tregua delle polemiche fino al G8” (il problema, come sempre, non sono gli scandali, ma chi li scopre e chi li racconta). Intanto Massimo D’Alema, altro archiviatore di Berlinguer nonché maldestro imitatore di Craxi (“Evvai, Consorte, facci sognare!”), rimpiange la Bicamerale e si rammarica di non averla condotta in porto: “C’è chi mi rimprovera di aver tentato di fare le riforme. Qualcuno sostiene che erano un obbrobrio. Io mi rimprovero per non esserci riuscito”. Le cosiddette “riforme”, scritte con Al Tappone promosso a padre costituente, comprendevano fra l’altro la bozza Boato sulla giustizia, scopiazzatura riveduta e corretta, anzi corrotta, del Piano di rinascita della P2: separazione delle carriere fra pm e giudici, separazione dei Csm, fine dell’obbligatorietà dell’azione penale, procure responsabili dinanzi a parlamento e governo. Cioè la fine dell’indipendenza e dell’autonomia della magistratura. Cioè tutto ciò che Al Tappone sta cercando di fare in questi mesi. Ora il Conte Max, travestito da Bersani, si appresta a riprendersi in mano il Pd dopo averlo lasciato per un paio d’anni in prestito d’uso a Uòlter e a Franceschini. Ma, se sono queste le “riforme” che rimpiange di non aver fatto, perder tempo in primarie e congressi è del tutto inutile: confluisca nel Popolo della Libertà, dove fra l’altro i vecchi compagni Bondi e Ferrara l’attendono a braccia aperte, e morta lì" (Marco Travaglio, La Mosca tze tze, da antefatto.ilcanocchiale.it. "Il Fatto Quotidiano", il nuovo quotidiano in uscita a settembre, ha già oltre 40.000 pre-abbonati). martedì 30 giugno 2009
"Crimini del comunismo"
"Il Corriere della sera ha finalmente scoperto perché il centrosinistra è in crisi: perché – rivela Giovanni Belardelli, seguito a ruota da Angelo Panebianco - “dimenticare Berlinguer è ancora una missione impossibile”. Basterebbe dimenticarlo, e tutto andrebbe a posto. Forse i due insigni pensatori dimenticano che tutti i leader del Pds-Ds dopo Occhetto hanno frettolosamente archiviato e talvolta svillaneggiato Berlinguer proprio per il suo merito maggiore – l’onestà personale e la battaglia sulla questione morale dopo la P2 e agli albori del craxismo – preferendogli Craxi e portando il loro partito alle dimensioni del Psi di Craxi. Forse i due insigni pensatori dimenticano che ad attaccare Berlinguer al Comitato centrale del Pci, subito dopo l’allarme sulla “questione morale”, fu un certo Giorgio Napolitano, attualmente presidente della Repubblica: lo stesso che, di fronte a una questione morale che oggi fa impallidire la P2 e il craxismo e a una corruzione che si mangia 60 miliardi di euro l’anno, non trova di meglio che suonare il silenzio e invocare una “tregua delle polemiche fino al G8” (il problema, come sempre, non sono gli scandali, ma chi li scopre e chi li racconta). Intanto Massimo D’Alema, altro archiviatore di Berlinguer nonché maldestro imitatore di Craxi (“Evvai, Consorte, facci sognare!”), rimpiange la Bicamerale e si rammarica di non averla condotta in porto: “C’è chi mi rimprovera di aver tentato di fare le riforme. Qualcuno sostiene che erano un obbrobrio. Io mi rimprovero per non esserci riuscito”. Le cosiddette “riforme”, scritte con Al Tappone promosso a padre costituente, comprendevano fra l’altro la bozza Boato sulla giustizia, scopiazzatura riveduta e corretta, anzi corrotta, del Piano di rinascita della P2: separazione delle carriere fra pm e giudici, separazione dei Csm, fine dell’obbligatorietà dell’azione penale, procure responsabili dinanzi a parlamento e governo. Cioè la fine dell’indipendenza e dell’autonomia della magistratura. Cioè tutto ciò che Al Tappone sta cercando di fare in questi mesi. Ora il Conte Max, travestito da Bersani, si appresta a riprendersi in mano il Pd dopo averlo lasciato per un paio d’anni in prestito d’uso a Uòlter e a Franceschini. Ma, se sono queste le “riforme” che rimpiange di non aver fatto, perder tempo in primarie e congressi è del tutto inutile: confluisca nel Popolo della Libertà, dove fra l’altro i vecchi compagni Bondi e Ferrara l’attendono a braccia aperte, e morta lì" (Marco Travaglio, La Mosca tze tze, da antefatto.ilcanocchiale.it. "Il Fatto Quotidiano", il nuovo quotidiano in uscita a settembre, ha già oltre 40.000 pre-abbonati). Ferrari lascia il Prc
L'assessore al Lavoro uscente, Gianluca Ferrari, lascia definitivamente il partito di Rifondazione comunista. Una mossa che potrebbe agevolare il suo ritorno nella Giunta provinciale, anche considerando che il lavoro del suo assessorato è stato messo dal governo di palazzo Allende come uno dei fiori all'occhiello in questo periodo di crisi.L'assessore annuncia l'addio al partito in una nota, in cui spiega la "personale decisione di dimettermi dagli organismi del Prc" e il fatto che "non rinnoverà la tessera". "Tale decisione è maturata - spiega l'assessore uscente - da un lato, a seguito dell’esito elettorale sia nazionale che locale che ha sancito di fatto l’annullamento del Prc, bocciato innanzitutto dagli elettori, dall’altro e soprattutto dall’incapacità del partito di trovare risposte adeguate ad una crisi che non è risolvibile con qualche vecchio slogan, un po’ di speranza e riproposte di impraticabili coordinamenti a sinistra, ma abbisognerebbe di una risignificazione forte di forme, contenuti, obiettivi e alleanze"."Non ha senso pensare di risolvere il problema dicendo che basta andare in mezzo alla gente e nei luoghi di lavoro - prosegue Ferrari - il punto è capire cosa ci vai a dire e come comunichi. E negli ultimi tempi quello che abbiamo comunicato, verificato proprio andando in mezzo alla gente, si è manifestato controproducente, respingente, incomprensibile. Ma ciò nonostante si continua con una musica vecchia di almeno un decennio su troppi temi programmatici. Nel giro di un anno la linea politica è passata dall’arcobaleno al partito unitario dei comunisti"."Un trattamento d’urto - lo definisce Ferrari - che ha schiantato la struttura organizzativa e dilapidato tutto il credito politico maturato in quasi vent’anni, strappi in avanti ed involuzioni all’indietro il cui sbocco è stato il capolinea politico. Non rinnego nulla della Rifondazione che ho contribuito a costruire dal 1991 al 2008, ma non mi riconosco, e quindi non intendo farne parte, in questa sedicente nuova rifondazione comunista utopica e atopica, cioè fuori dal tempo presente e dallo spazio sociale".Fonte: 4minuti.it
Assessorato anticrisi, spunta il nome di Soncini
Il toto-giunta reggiano sforna un nuovo nome destinato ad andare a riempire la casella — ancora vuota — dell'assessore «anti-crisi», voluto proprio dal sindaco Graziano Delrio. Dopo i rumors di Azio Sezzi e Alessandro Ovi, ora spunta anche Ivan Soncini, amministratore delegato del Ccpl (Consorzio cooperativo produzione lavoro), gruppo nato nel 1904 che spazia nella sua attività dal settore edile, a quello immobiliare, passando per i servizi energetici e petroliferi e il packaging alimentare. Soncini ha inoltre guidato fino a venerdì la coop reggiana Boorea, in cui è poi subentrato come presidente il numero uno di Legacoop, Ildo Cigarini.Gazzetta di Reggio
La Legacoop corteggia la Lega, Cigarini: interpreta la politica come il vecchio Pci
Prove di dialogo tra Legacoop e Lega Nord, alla luce dell'avanzata elettorale del Carroccio, che in Emilia ha sfondato o conquistato alcune teste diponte in varie province come Reggio, Parma, Piacenza e Ferrara, mentre si è arrestata a Modena, Bologna ed in Toscana (dove si -è attestata su un 4%). Uno scenario inedito, almeno fino a qualche anno fa, ma che oggi invece, stando anche alle dichiarazioni dei due esponenti reggiani: Ildo Cigarini presidente della Legacoop provinciale e Paolo Cattabiani presidente regionale della stessa centrale cooperativa, riportate su Corriere Economia di lunedì, non è poi così fantascientifico. Un ipotesi, tutt'altro che campata per aria, ma con un interesse reciproco, che precluderebbe nel giro di qualche mese all'ingresso di un qualche esponente del Carroccio nel consiglio d'amministrazione di una qualche coop rossa di peso. Come Unipol, scrive il Corriere della Sera , che ricorda come già sulla vicenda del «tesoretto» di Coopservice le posizioni di Lega Nord e Federcoop siano state simili . «La Lega Nord ha un modo di interpretare la politica sul territorio molto simile a quella del Pci e Alessandri, quando si è confrontato con noi prima delle elezioni, ha testimoniato interesse. Da parte nostra c'è apertura», sottolinea Ildo Cigarini. Stesso ragionamento, quello di Paolo Cattabiani, per il quale, se il problema è nuovo per l'Emilia, non lo è a livello nazionale con coop di consumo in Friuli e Lombardia e in Puglia dove i soci già esprimono anime politiche diverse. Gazzetta di Reggio
La Masini mette a dieta la giunta: solo 6 assessori
Una giunta dimezzata. E' questa l'intenzione del presidente della Provincia di Reggio, Sonia Masini, che si appresta a presentare la sua squadra nella seduta di insediamento del Consiglio il prossimo lunedi'. «Sarà - spiega la presidente una squadra i n parte in continuita' in parte rinnovata», ma soprattutto dimezzata . Masini dice infatti: «Ho l'obiettivo di avere sei assessori quindi dimezzare la giunta e ridurre l'apparato e i dirigenti».Il Resto del Carlino
lunedì 29 giugno 2009
Vendola: i giovani di Teheran e i martiri del 7 luglio
Come si possa star fermi, zitti e buoni quando a Teheran squadracce di polizia segreta ammazzano impunemente la meglio gioventù del Paese è un mistero che devo ancora scoprire. Le immagini che filtrano attraverso la censura ma che non possono essere fermate dal network globale che non a caso i governanti del mondo (anche in Italia, beninteso) stanno tentando di imbrigliare sono agghiaccianti nella loro attualità. Ma a noi italiani quei fotogrammi rinnovano ferite non ancora rimarginate. Ricordano i morti di Melissa, di Battipaglia, gli eccidi di Reggio Emilia e di Portella della Ginestra. Immagini in bianco nero, seppiate, sepolte nell’oblio o in qualche targa di marmo lasciata sui muri. E a noi che abbiamo vissuto Genova nel luglio 2001 quelle immagini sono ancora più incise nella nostra pelle, nella nostra testa.Quella tragica storia - stavolta a colori e con l’alta definizione delle dirette tv e del web - che mi ispirò il “Lamento in morte di Carlo Giuliani” è sicuramente incomparabile con la lotta di un intero popolo contro lo scippo di democrazia che sta avvenendo. Eppure ogni rivoluzione ha in sé segni diversi ma uguali, che ci fanno gridare contro le ingiustizie da qualsiasi parte provengano. Mi fa molto pensare la serenità di quei ragazzi e di quelle ragazze iraniane che affrontano le pallottole a petto nudo, quasi senza rispondere, senza organizzarsi. Le rivoluzioni nel mondo che vogliamo possibile le vorremmo gentili, con molte più similitudini con le feste che con l’odio. Resteremo sempre dalla parte di tutte le Neda del mondo che un giorno saluteranno i genitori uscendo di casa come quando si va scuola o all’università e scenderanno in piazza per rivendicare la vita.
Nichi Vendola da www.nichivendola.it
Giunta Delrio, il totonomine
Giunta Delrio, impazza il totonomine. Ve ne forniamo uno abbastanza attendibile tratto da Reggio24ore. Gli assessori confermati sarebbero Ugo Ferrari (Urbanistica); Franco Corradini (Sicurezza); Giovanni Catellani (Cultura); Mimmo Spadoni (Progetti speciali); Iuna Sassi (Scuola o Servizi sociali); Paolo Gandolfi (Mobilità). Le new entries, invece, dovrebbero essere: Liana Barbati (Idv, vicesindaco, delega da definire); Matteo Sassi (Sinistra e Verdi, delega alla riqualificazione delle frazioni); Emanuela Caselli (Scuola o Bilancio; ma è possibile che la Caselli venga designata alla presidenza del Consiglio comunale). Per completare la lista degli undici manca un nome per una delega che Graziano Delrio considera particolarmente importante, ossia la delega del cosiddetto assessorato anti-crisi. Non è escluso che quel nome possa scaturire dal mondo della cooperazione.
La Montanari in giunta a Genova
Diritti umani in Iran, sit-in a Palazzo Allende
Sit-davanti davanti alla sede della Provincia in corso Garibaldi, oggi alle 18.30, per chiedere «il rispetto dei diritti umani in Iran e delle condizionidi democrazia e legalità, che rappresentano il presupposto imprescindibile per lo svolgimento di consultazioni elettorali regolari». L'iniziativa si deve alla presidente della Provincia Sonia Masini, che lancia un appello alle «istituzioni tutte, ai cittadini, al mondo dell'associazionismo e del volontariato, alle parti sociali, alle associazioni di categoria e a chiunque volesse» perché la partecipazione sia ampia. E' dovere della collettivita, dice la presidente, «dare un segnale di sostegno alla difesa dei diritti umani e di contrarietà ad ogni forma di violenza».Assemblea di Sinistra e Verdi
Per informare chi non è riuscito ad essere presente all'assemblea di Sinistra e Verdi di mercoledì scorso illustro, molto schematicamente, di cosa si è discusso e cosa si è deciso. Come tutti sapete l'ordine del giorno era molto chiaro ed è stato rigorosamente rispettato.
Ha aperto l'assemblea la relazione di Michele Bonforte riflettendo sul risultato delle elezioni europee ed amministrative. Daniele Lonidetti ha comunicato a tutti il nostro coinvolgimento sull'iniziativa di sabato scorso in Piazza Fontanesi. L'altro punto è stato affrontato da Giuseppe Neroni riguardante il ricorso sull'elezione in consiglio provinciale: è stato chiaro a tutti (o quasi) che non ci sono gli spazi per appellarsi agli organi competenti anche alla luce dei chiarimenti giunti da tre legali interpellati.
L'ultima questione è stata la formazione della giunta comunale di Reggio Emilia e la nostra eventuale presenza. Sui risultati elettorali e sulla giunta si è aperto un lungo e dibattuto confronto con posizioni diversificate. Alla fine si è votato la proposta di fornire al sindaco una rosa di nomi di cui facevano parte: Matteo Sassi, Carla Colzi (assessore uscente), Pinuccia Montanari (assessore uscente) e Giuseppe Neroni. La proposta è passata con alcuni compagni che si sono astenuti e nessuno contrario. Sono state inoltre indicate le prossime scadenze: un'assemblea di tutti gli eletti nei consigli comunali della provincia che direttamente o indirettamente sono dell'area di Sinistra e Verdi (oltre ai consiglieri ed assessori della scorsa legislatura), una festa della sinistra a fine agosto a Gattatico organizzata da noi e dai compagni di Parma, la preparazione dell'assemblea costituente del nuovo soggetto politico da svolgersi a settembre.
venerdì 26 giugno 2009
Un'analisi del voto
“Nella serata di mercoledi 24 giugno, sull’analisi del voto, le circostanze e l’ora ormai tarda, dopo i numerosi interventi, non mi hanno consentito di esprimere la mia opinione in merito all’ordine del giorno. Comprendo pienamente la situazione ma ritengo doveroso esprimere comunque il mio pensiero. Nei vari interventi, nonostante il modesto risultato elettorale ottenuto a Reggio Emilia sia al comune che in provincia, è emerso un certo ottimismo che condivido pienamente.Ottimismo che poi è stato affievolito da altri interventi. Credo che il risultato elettorale di Sinistra e Libertà vada visto alla luce di un contesto più ampio e, non solo, sotto l’aspetto quantitativo ma, anche e soprattutto, sotto l’aspetto qualitativo. Un consenso che raggiunge alle elezioni Europee punte dell’8,4% nella provincia di Crotone per poi scendere al 5,7% in tutto il Sud dell’Italia.,
Questa percentuale si abbassa fino al 3,5% man mano che si allarga il bacino degli elettori dell’intera nazione. Se poi si calcolano i consensi di tutte le forze della sinistra autentica, così come amerei venisse definita - e non estrema - come ama definire, ad arte, chi la sinistra la vuole eliminare, la percentuale nelle stesse zone sale rispettivamente al 12% ed al 9% Questi dati hanno un significato inconfutabile, e cioè che la sinistra nel Sud rappresenta quella fascia di elettori che nel Nord è rappresentato dalla Lega. Con una sostanziale differenza, ovvero che la Lega ha conquistato i suoi consensi sull’onda della paura e in una fase particolare della politica nazionale e mondiale. La propaganda mediatica ha alterato il modo di pensare di tanti cittadini italiani che hanno sposato, insieme alla Lega, la causa del rifiuto dell’immigrazione clandestina ed è proprio sull’onda di questo malessere, costruito a tavolino, che la Lega ha allargato il proprio consenso. L’elettorato di Sinistra e Libertà, se si considera che è stato conquistato con pochi mezzi finanziari e pochi strumenti mediatici, acquista ancora più valore. Ciò significa che verso quegli elettori non c’è stata una pressione mediatica, ma è il frutto di un elettorato spontaneo che nutre un malessere verso questa politica dell’immagine e festaiola. Un elettorato genuino che crede ancora in alcuni valori che attribuisce alla sinistra. Il nostro compito oggi è cercare di individuare chi c’è dietro questo significativo consenso. Chi è il nostro elettore? Questa è l’analisi che va fatta. Probabilmente c’è chi non si fa facilmente influenzare dalla propaganda mediatica. C’è chi non crede alle promesse sulle soluzioni della crisi inventate negli ultimi tempi e non crede che la crisi sia finita. C’è chi non crede alle soluzioni egoistiche e razziste dei decreti sulla sicurezza. C’è chi crede ancora nei valori della legge e della Costituzione e chi crede nei rapporti tra i popoli. Nessuno potrà mai fermare, negli anni, l’avanzata dei popoli che hanno fame verso gli stati più sviluppati. Le soluzioni sono difficili e vanno ricercate altrove. Non lo ha capito la Lega o, forse, finge di non averlo capito, ma sicuramente non lo hanno capito i numerosi elettori della Lega. Ma tanti sicuramente lo hanno capito. Noi abbiamo il dovere di scendere nelle piazze ed incontrare questi numerosi cittadini che credono nella nostra azione politica. Conoscere quali sono le loro aspettative, ascoltare quali sono le loro tematiche e le loro proposte, quali sono i loro problemi. Il problema chi ce l’ha lo conosce ancor più di chi la fa la politica. Probabilmente conosce anche la soluzione. La politica deve fornire i mezzi. Iniziare con loro un percorso per trovare insieme i mezzi per le soluzioni a questi problemi che sono problemi, a volte semplici, a volte più complessi.
Detto questo, le mie proposte quali sono?
Già da subito, anzi da sabato, un invito a tutti i compagni di Sinistra e Libertà di partecipare all’iniziativa sul decreto sicurezza che vieta l’uso della piazza come luoghi per manifestare. Una partecipazione attiva con un volantinaggio, come ha proposto l’amico e compagno Daniele Lonidetti, che prevede l’incontro con i partecipanti per individuare e capire la vera ratio di questo provvedimento. La mia seconda proposta è quella di organizzare, nel più breve tempo possibile, un iniziativa sulla crisi economica a Reggio Emilia. Un incontro con le varie categorie di lavoratori, commercianti, operai, artigiani, piccoli e medi imprenditori, ascoltare quali siano le loro esigenze. Quali siano i problemi che più li attanagliano in questo periodo di profonda crisi. Dall’iniziativa,con l’ausilio di un gruppo di esperti di economia, devono emergere delle risposte concrete su come affrontare la crisi” (Antonio Migale, Sinistra e Libertà)
giovedì 25 giugno 2009
martedì 23 giugno 2009
A Fermo il primo presidente provinciale di Sinistra e Libertà
"A Fermo si è avverato un sogno: Fabrizio Cesetti, di Sinistra e Libertà, eletto Presidente della nuova Provincia. Diciamolo subito, non si tratta di un evento casuale ma di un progetto chiaro frutto di un lungo lavoro di mesi. Si tratta di un laboratorio che potrà essere da esempio anche a livello nazionale. Tutto nasce otto mesi fa quando il PD identifica il proprio candidato Presidente con delle primarie interne vinte da Renzo Offidani, figura storica del PdS-DS-PD locale. A quel punto la Sinistra Unita (Rifondazione, PdCI, Verdi, Sinistra Democratica) sceglie come proprio candidato Fabrizio Cesetti e non si sottrae al confronto democratico di primarie di coalizione con il candidato del PD. Sulla carta un’operazione quasi temeraria: alle politiche 2008 il PD nella provincia di Fermo aveva riportato un lusinghiero 38% contro un modesto 3,6% della Sinistra Arcobaleno. Ma quando le primarie sono vere gli elettori scelgono liberamente e scelgono con coraggio. L’8 marzo scorso 8.000 elettori di Centrosinistra si sono recati a votare a delle primarie di coalizione che hanno visto la vittoria di Cesetti con il 51% sul candidato del PD. Una vittoria tanto inaspettata quanto entusiasmante. Da quel momento è iniziato un lavoro costante e determinato per creare la più ampia e coesa coalizione possibile: PD, IdV, RC, PdCI, Verdi, La Sinistra, Socialisti. Superando difficoltà, prevenzioni e qualche egoismo si è riusciti a presentare alle Provinciali il simbolo unico di Sinistra e Libertà mettendo insieme La Sinistra, Verdi e Socialisti. Da quel momento Fabrizio Cesetti, già parlamentare PdS ed attualmente esponente provinciale dei Verdi, è diventato il candidato Presidente di Sinistra e Libertà per tutto il Centrosinistra unito. Cesetti al primo turno ha riportato un ottimo 44,7% contro il 41,8% del candidato del Centrodestra Saturnino Di Ruscio, attuale sindaco PDL di Fermo e gran favorito della vigilia. Al ballottaggio Cesetti ha ottenuto il 52,2% contro il 47,8% del suo avversario: “questa è la vittoria della sana Politica, della trasparenza e dell’unità di tutte le forze del Centrosinistra”- ha dichiarato Cesetti appena avuto conferma della vittoria della sua coalizione - “spero che sia di esempio anche nel resto della regione e, magari, anche nel resto d’Italia per capire che la destra si può battere solo con l’unità di tutte le forze del Centrosinistra ed accantonando qualsiasi velleità di autosufficienza da parte di chiunque”. A Fermo si stanno vivendo ore di entusiasmo, di eccitazione e di giusta soddisfazione per un successo frutto di un progetto politico chiaro, di tanto lavoro tra la gente, di grande volontà di costruire senza mai cedere alla tentazione di polemiche intestine ma guardando sempre all’obiettivo. Uno sforzo ripagato da un’impagabile emozione culminata dal corteo di uomini, donne, giovani, cittadini che in piazza del Popolo hanno salutato il neopresidente con le note di “Bella Ciao”… Proprio in quella piazza che aveva visto poco tempo fa l’On. Dell’Utri disquisire sui presunti diari di Mussolini. Un grande sogno diventato realtà a Fermo per tutta la Sinistra. Un grande successo di Sinistra e Libertà."(Roberto Vallasciani, Coordinatore Provinciale per Fermo de “La Sinistra” - da sinistraelibertà.it)lunedì 22 giugno 2009
Per 140 voti Sassuolo va al centro-destra
"Sostenuto da Lega Nord, per Sassuolo, il Popolo delle Libertà, e il Partito Pensionati, Luca Caselli con 10204 voti, il 50,35 % delle preferenze, è il nuovo Sindaco di Sassuolo. Al Sindaco uscente, Graziano Pattuzzi, sostenuto dalle liste Di Pietro Italia dei Valori, Sinistra per Sassuolo, Partito Democratico, Socialisti – Laici – Riformisti per Sassuolo, Lista Sassuolo con Pattuzzi, Comunisti Italiani, sono andati 10064 voti, pari al 49,65%." (Da Sassuolo2000.it). Nella foto Luca Caselli. Tra primo e il secondo turno Pattuzzi ha perso 600 voti. venerdì 19 giugno 2009
Referendum: Mezzetti: "Il rimedio è peggio del danno"
Massimo Mezzetti, consigliere regionale di Sinistra Democratica, invita a non andare a votare per il referendum e, nei comuni che sono andati al ballottaggio, a ritirare la sola scheda per scegliere il sindaco.“Questo referendum è ingannevole - ha affermato - in quanto non modifica la “legge porcata” nella sua parte fondamentale, quella che più sta a cuore ai cittadini che vogliono scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. Mi riferisco al fatto che non ripristina la possibilità di esprimere le preferenze, che resteranno bloccate e decise delle segreterie dei partiti. E poi introduce un premio di maggioranza peggiore a quello vigente con il fascismo. Allora, il premio di maggioranza andava al aprtito che otteneva il 25%. Con la proposta del referendum basterebbe il 20% per guadagnare il 54% dei seggi. Peggio ancora” (Da http://www.sder.it)mercoledì 17 giugno 2009
"Sinistra e Libertà? E' come noi, però...". Parla Daniel Cohn-Bendit
"Daniel Cohn-Bendit, lo storico leader franco-tedesco dei Verdi europei, ha affermato ieri, analizzando il voto del nostro Paese, che “il partito Sinistra e Libertà aveva posizioni molto simili alle nostre“, ma ha anche criticato la nostra formazione dichiarando che “è stato impossibile esporre ai cittadini queste idee, sono stati incapaci di formare una coalizione proeuropea che esprimesse con radicalità le sue opinioni su temi economici e ambientali che avrebbero potuto giocare un ruolo parallelo a quello di Antonio Di Pietro”. Insomma, secondo Cohn-Bendit, “non vi è stata la capacità di creare una coalizione per far fronte a Berlusconi e alla paralisi del Partito Democratico”. L’analisi di Cohn-Bendit, è proseguita con la dichiarazione, in occasione dell’incontro con la stampa a Bruxelles, che “L’Italia e’ un failed state come la Somalia o l’Afghanistan, con la sinistra allo sbando completo”.“L’Italia - ha detto - si avvia a diventare un failed state, siamo di fronte a una situazione aberrante. Basti pensare che manda i richiedenti asilo indietro a Gheddafi aspettandosi che sia poi lui a garantire i loro diritti”. Ma soprattutto, tuona l’eurodeputato verde, “c’è la disintegrazione della sinistra democratica e della sinistra estrema“ (Da http://www.sinistraelibertà.it/).martedì 16 giugno 2009
Antiquorum
"Chi si reca alle urne per i ballottaggi e vuole “disertare” il referendum dovrà dichiarare al momento della presentazione della tessera elettorale che non intende ritirare la scheda relativa al referendum.E’ necessario effettuare la dichiarazione subito per evitare che sulla tessera venga apposto il timbro relativo al referendum.Gli scrutatori sono tenuti ad annotare nell’elenco degli elettori la volontà di non partecipare al voto". (Da www.sinistraelibertà.it)lunedì 15 giugno 2009
Sinistra e Verdi: pronto il ricorso per entrare in consiglio provinciale
"E' passata una settimana dalle elezioni amministrative e, quando ormai tutto sembrava deciso e chiaro, un colpo di scena si sta per abbattere sui risultati emersi dalle consultazioni per la formazione del consiglio provinciale . I legali della lista Sinistra e Verdi, che avevano presentato quale candidato alla presidenza della Provincia l'ex vicesindaco di Reggio Franco Ferretti, stanno valutando la possibilità di presentare un ricorso. I vertici del partito, infatti, stanno preparando tutta la documentazione necessaria, che verrà poi sottoposta al tribunale di Reggio, che è ancora al lavoro per vidimare i risultati. Sinistra e Verdi, che ha ottenuto 8.785 voti, è rimasta fuori dal consiglio provinciale, lasciando posto ai «rivali» di Rifondazione comunista, che alle urne sono stati scelti da 9.013 cittadini. Secondo il partito che sosteneva la candidatura a presidente di Franco Ferretti, però, i conteggi non sarebbero esatti. All'appello, per quanto stanno verificando i legali di Sinistra e Verdi, mancherebbero infatti almeno 800 voti, che permetterebbero al partito di scavalcare Rifondazione e di entrare in consiglio provinciale con un seggio, che spetterebbe proprio a Ferretti . Sinistra e Verdi contesta la metodologia dello scrutinio: secondo i vertici del partito, infatti, le schede dove è stato barrato solo il nome di Franco Ferretti non sarebbero state conteggiate nel computo totale di quelle con barrato anche il simbolo di Sinistra e Verdi. Se il ricorso, che potrebbe essere presentato già nella giornata oggi, non fosse accettato dal tribunale di Reggio, gli avvocati di Sinistra e Verdi sarebbero già pronti per chiedere giustizia al tribunale amministrativo regionale (Tar), competente per i ricorsi in materia elettorale . Se poi la tesi di Sinistra e Verdi fosse corretta, allora, la candidata numero uno a lasciare il consiglio provinciale dovrebbe essere Rifondazione comunista, con il candidato presidente Alberto Ferrigno che dovrebbe far posto proprio a Franco Ferretti . Un giallo che animerà le prossime ore, anche perché Rifondazione, dopo le dimissioni del segretario Gianni Tasselli, sta vivendo un momento molto delicato. E la perdita di un seggio in Provincia in favore dei «cugini» di Sinistra e Verdi potrebbe acuire ancora di più la crisi attuale del partito di via Gandhi. (Marco Martignoni, Gazzetta di Reggio)domenica 14 giugno 2009
Post-elezioni, Pdl nel caos
Dopo la sconfitta di Filippi alle comunali e le recenti accuse reciproche tra esponenti del Pdl cittadino, stavolta è il consigliere comunale uscente Vanda Giampaoli a rispondere alle esternazioni del candidato sindaco."E’ veramente sorprendente l’intervento politico o pseudo tale di Fabio Filippi tutto contento del risultato elettorale, soprattutto di quello della neo-scoperta coalizione di centro-destra - scrive l'avvocatessa - Filippi deve avere la decenza di non sbeffeggiare gli elettori tentando di nascondere il dato elettorale eclatante: Filippi al 14,78% dei consensi cioè quasi un 10% in meno rispetto alle scorse politiche. Il più basso risultato mai raggiunto da Forza Italia e An a Reggio"."Quanto poi a quella che definisce ‘colossale fandonia’ - replica la Giampaoli - confermo che la strategia della PdL subalterna ad un sindaco di sinistra (in questo caso la Spaggiari) che doveva vincere, mi è stata chiaramente esternata per la prima volta il 4 gennaio 2009 dal senatore Bettamio, ex coordinatore di Forza Italia, il quale mi spiegava che questa strategia era stata decisa a Reggio. Sarebbe interessante sapere da chi, visto il grande successo dell’operazione"."Da ultimo - è la conclusione - in riferimento al suo invito dal tono a dir poco arrogante, chi dovrebbe stare zitto è proprio il Filippi visto che sono cinque mesi che i reggiani debbono ascoltare i suoi interessanti e lungimiranti interventi politici, che ci hanno portato ad un tonfo storico".A Guastalla decisa la Giunta. Chi si gode invece la vittoria, in seno al Pdl è il nuovo sindaco di Guastalla Giorgio Benaglia, che, oltre a ringraziare i suoi elettori, invita "tutte le forze politiche a lavorare insieme per il bene comune della nostra amata città". Intanto Benaglia ha comunicato la composizione della nuova Giunta. Gli assessori saranno il leghista Marco Lusetti, che ricoprirà la carica di vicesindaco, Eugenio Bartoli, Rosa Maria Felicitra De Lorenzi, Vincenzo Iafrate, Avio Manfredotti ed Elisa Rodolfi. Ancora non si conoscono le rispettive deleghe, che verranno comunicate ufficialmente nel corso del primo Consiglio Comunale della nuova amministrazione, mercoledì 24 giugno.Fonte: 4Minuti.it
sabato 13 giugno 2009
Se 800 voti vi sembran pochi
"Ci sono almeno quattro liste che stanno pensando ad un eventuale ricorso.Una di queste è Sinistra e Verdi,che in Provincia è arivata ad un passo dal traguardo della presenza in Consiglio, per poi veder sfumare il posto al fotofinish. Stando a quanto trapela dal partito,non sarebbero state contate le 800 preferenze personali al condidato Franco Ferretti:sul punto c’è una disputa interpretativa che tiene in bilico la posizione dell’ex vicesindaco del Comune di Reggio" (Simone Russo, L'Informazione).
venerdì 12 giugno 2009
Due domande ad Alessandri
"Ho ascoltato il recente comizio di Alessandri in Piazza Prampolini, egli ha mostrato la lucente stella di sceriffo e sindaco di Reggio una volta eletto. Avrebbe percorso le strade notturne della paura per dedicarsi alla soluzione dei problemi della sicurezza dei cittadini e reprimere coloro che la minacciano: sopratutto immigrati clandestini e nomadi. E' stato tanto convincente da prendere il 18% dei voti. Adesso però c'è da capire quale logica esista tra la promessa di risolvere i problemi da lui indicati e il suo voto, che immagino favorevole, al decreto legge Alfano. In primo luogo, per intercettare le telefonate necessarie alle indagini, i pubblici ministeri possono farne richiesta solo avendo sufficienti indizi di reato, cosa a cui servono proprio le intecettazioni, poi la domanda la dovranno fare ad un Gip distrettuale, come dire che i Pm di Reggio dovranno rivolgersi a Bologna. Così tra le pastoie burocratiche la magistratura verrà fortemente limitata nella sua azione e chi delinque avrà un ulteriore vantaggio. Ammesso e non concesso che i delinquenti siano sopratutto immigrati clandestini e nomadi, come sostiene Alessandri, perchè mai gli vuole dare questo vantaggio? Oppure ci sono altri da avvantaggiare come quelli che non compaiono nei discorsi ma che in fatto di delinquenza sono organizzati come vere e proprie imprese?". Gian Franco Riccò (Sinistra e Verdi)Sinistra e Libertà: il progetto continua - Posizione comune sul referendum
"Il progetto di una sinistra moderna, ecologista, laica ed innovativa continua. Sono concordi i segretari delle forze che hanno dato vita a Sinistra e Libertà, Nichi Vendola, Grazia Francescato, Riccardo Nencini, Claudio Fava e Umberto Guidoni che in una riunione svoltasi ieri sera hanno analizzato i risultati elettorali. Sinistra e Libertà, innanzitutto, ringrazia il milione di elettrici e di elettori che l’hanno sostenuta. Il risultato alle elezioni europee, ottenuto in condizioni difficilissime con l’oscuramento da parte dei media e con scarsissime risorse a disposizione è sicuramente una base di partenza incoraggiante e da non disperdere. Per questa ragione nella riunione si è deciso di dar vita ad una serie di incontri nazionali aperti al contributo dei territori, di personalità della società civile nel mese di luglio e di sostenere i candidati del centrosinistra impegnati dei ballottaggi, laddove ci siano le condizioni politiche.Sinistra e Libertà ha deciso, infine, di non appoggiare il referendum che rappresenta un attac co alla democrazia ed al pluralismo. L’indicazione di Sinistra e Libertà sarà, infatti, quella di invitare gli elettori a non andare a votare per il referendum e di non ritirare la scheda del referendum nelle località dove si svolgono i ballottaggi" (Ufficio stampa di Sinistra e Libertà).
giovedì 11 giugno 2009
Sinistra e Verdi: "Per battere la destra ci vuole più sinistra"
L'ASSEMBLEA provinciale di Sinistra e Verdi esprime la propria soddisfazione per la vittoria del sindaco Delrlo che «sostenuto da una coalizione di cui abbiamo convintamente fatto parte, ha sconfitto il tentativo della destra e dell'insidiosa candidatura dellaSpaggiari - si legge in una nota - Lo stesso Pd realizza a Reggio il suo miglior risultato, a conferma di una pratica che rifiuta l'idea dell'autosufficienza». Poi alcune considerazioni sull'exploit della Lega: «La preoccupante affermazione della Lega Nord va affrontata con più coraggio della sinistra nelle proprie idee, evitando di inseguirla sul suo terreno -spiegano quelli di Sinistra e Verdi e continuano - Le paure di vasti strati sociali che alimentano il successo della Lega hanno origini sociali e vengono aggravate dalla crisi economica, a queste paure vanno date risposte economiche e sociali con politiche i redistribuzione, di welfare e di difesa del lavoro. Ma vanno date risposte anche sul tema della sicurezza. Nello stesso tempo occorre sottolineare il sostegno della Lega alle politiche economiche antipopolari del governo Berlusconi. Per battere la destra ci vuole più sinistra. Ora ci attende un lavoro comune della coalizione per rendere efficace l 'azione di governo della città, per applicare con determinazione gli impegni di programma presi con gli elettori» ("Il Giornale di Reggio").
mercoledì 10 giugno 2009
Anche in Emilia-Romagna La Sinistra c'è: i risultati
La Sinistra in Emilia-Romagna c’è. Nel fine settimana appena trascorso migliaia di elettori hanno deciso di dare fiducia e di credere nel nostro progetto politico, quello di una Sinistra radicata nel territorio, una Sinistra di governo, propositiva, aperta al confronto con le sollecitazioni provenienti non solo dalle altre forze del mondo della politica, ma anche della società civile e dell’associazionismo. Una Sinistra che parla al futuro, e che guarda lontano. I dati delle province indicano sicuramente un cammino ancora lungo, ma non impossibile. Nella provincia di Parma, infatti, la Sinistra, che appoggia il candidato di centrosinistra Bernazzoli, è stata sostenuta da quasi 8.000 persone, raccogliendo un 3,92%. Un dato che ha lasciato molto soddisfatto Augusto Secchi, coordinatore provinciale di Sd. “Nella nostra campagna elettorale - ha affermato - abbiamo lavorato soprattutto per far conoscere e per diffondere le proposte politiche di una lista nuova, rispetto alle altre, e che non poteva contare su una grande pubblicità mediatica. Il nostro lavoro è stato incentrato sul ‘porta a porta’, sul confronto diretto con i cittadini, nelle piazze, nei mercati”. La Sinistra a Parma ha messo in primo piano il rapporto con il territorio, anche nella scelta dei candidati dei collegi. A Borgo Val di Taro il candidato della Sinistra ha ottenuto il 16,76% dei voti, 884 preferenze, mentre l’Idv e i Comunisti si sono fermati rispettivamente al 2,46% e al 2,84%. E la Sinistra ha ricevuto più consensi in termini di voti degli altri due partiti, che potevano godere di una buona visibilità a livello nazionale, anche nel collegio Bardi (3,43% - 146 voti) e Fontanellato (8,48% - 510 voti). “Ora il nostro primo obiettivo è vincere il ballottaggio - afferma Secchi - poi occorrerà continuare a lavorare per dare alla Sinistra una struttura organizzativa ancora più forte. Dobbiamo farci conoscere e consolidare la nostra presenza nel territorio”. Ottimi risultati sono arrivati anche nel Comune di Cesena dove il candidato sindaco del centrosinistra Lucchi Paolo ha vinto al primo turno con il 51,86% dei voti e la Sinistra eleggerà un consigliere, in quanto secondo partito della coalizione, con il 4,58% (2552 voti). Determinante per la riconferma di Giorgio Pighi è stata la Sinistra per Modena, seconda forza della coalizione, che ha sostenuto il candidato sindaco con il 2,1% di preferenze (in termini assoluti 2112 voti) ed anche Graziano Del Rio a Reggio Emilia ha potuto contare sul buon risultato di Sinistra e Verdi (2,14% - 1854 voti) che eleggerà un consigliere. A Ferrara la Sinistra Aperta, in coalizione per Tagliani sindaco, ha raggiunto il 2,15% ma per delineare la composizione del Consiglio Comunale occorrerà ancora attendere i risultati del ballottaggio sabato 20 e domenica 21 giugno. A Bologna, infine, dove la coalizione di centrosinistra ha superato il 50% ma il candidato sindaco Delbono non è riuscito a passare al primo turno, la Sinistra ha superato i 4500 consensi per il Comune ed ha eletto Milena Naldi, già capogruppo Sd in Consiglio, con 486 preferenze. Ottima performance, con i 430 voti raccolti, anche del magistrato Libero Mancuso. In tutte le circoscrizioni, eccetto S.Stefano, Savena e Borgo Panigale, la Sinistra ha eletto i suoi rappresentanti. Riccardo Malagoli è stato riconfermato con oltre 400 preferenze il presidente del Quartiere San Donato e Riccardo Peroni sarà per altri 5 anni consigliere al Navile. Al Porto è stata eletta Franca Antonia Mariani, al Saragozza Gaia Lambertini, al San Vitale Lorenzo Cipriani e al Reno Maria Teresa Panigalli (Da www.sder.it).
Gli alleati della Lega: Cosimo Mele
"A Brindisi si deciderà al secondo turno l'elezione del presidente della Provincia. Ma c'è chi brinda in anticipo. Nientemeno che Cosimo Mele, l'ex deputato incappato due estati fa nello scandalo del festino hard in hotel, con finale in ambulanza per una delle ragazze partecipanti. Mele, che lasciò l'Udc in seguito al clamore, oggi ha cambiato una vocale, passando all'Adc di Pionati. Nel collegio 7 di Carovigno è risultato il secondo politico più votato con ben 1.290 preferenze (14,5%) perciò comunque andrà a finire tra Saccomanno (Pdl) e Ferrarese (Pd) dovrebbe essere sicuro del suo scranno in consiglio. Gli scandali e il processo, dunque, non hanno affossato Mimmo, che si gode la personale «rinascita» ("Il Giornale"). "Credo ancor di più nel progetto"

ASSESSORI a giudizio? Sono solo due quelli della precedente amministrazione Delrio che hanno avuto il coraggio di mettere alla prova il loro operato: Pinuccia Montanari (ambiente) e Carla Colzi (lavori pubblici), entrambe candidate al consiglio comunale per Sinistra e Verdi, in appoggio a Delrio. Pinuccia Montanari, con 67 preferenze è la sesta della lista (prima dei`verdi'); Carla Colzi, con 29 preferenze, 12esima . Soddisfatte? «Avere il coraggio di mettere ai voti il proprio lavoro fa parte del mio stile», spiega Carla Colzi. «Non ho mai avuto una nomina senza passare dall'urna elettorale. E' un buon metodo che dovrebbe essere ripreso anche da tutti gli altri». E aggiunge: «Io non ho fatto campagna elettorale per me stessa, quindi non posso essere delusa dal risultato. Gli sgomitamenti non mi interessano e non mi piacciono, credo ai progetti corali. Come si è visto le preferenze sono state tante ma il dato politico è drammatico. Una riconferma in giunta? Non so, è tutto in mano al sindaco. Ma dopo la sconfitta delle urne credo ancora di più nel progetto e sarò fiera di essere l'ultimo assessore comunista di Reggio». COMMENTA il risultato personale anche Pinuccia Montanari: «C'è voluto un bel coraggio a riproporsi ma ho contribuito come gli altri a portare voti . Abbiamo un consigliere comunale ed è già un traguardo importante». La lista Sinistra e Verdi ha infatti ottenuto il 2 .15% dei voti. «Se verrò riconfermata in giunta non lo so – continua – è una decisione che sta tutta nelle mani di Delrio. Ma io sono la prima dei Verdi e sicuramente, col risultato ottenuto dall'intera lista, desideriamo avere un ruolo. Continueremo le nostre battaglie e al nostro fianco avremo anche un consigliere `grillino', da sempre affine e sensibile alle nostre tematiche ambientali» (Carlino Reggio).martedì 9 giugno 2009
Come sarà il nuovo Consiglio comunale di Reggio Emilia: per Sinistra e Verdi entra Piero Nasuti
"Più della metà dei 40 consiglieri saranno nelle file del Pd. Così dicono i risultati delle urne relativi all'elezione del nuovo Consiglio Comunale. 22 democratici, seguiti a larga distanza, come secondo gruppo di consiglieri più numeroso, dai 7 della Lega Nord. Sei i consiglieri conquistati dal Popolo delle libertà, un consigliere a testa vanno a Italia dei Valori, Sinistra e Verdi per Reggio, lista civica Beppegrillo.it, Udc e Città Attiva. Rimangono all'asciutto Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e le liste civiche Cittadini con Del Rio, Gente di Reggio, Lista Baldi, Reggio Libera Reggio, Cambiare, Reggio Civica e I giovani. Nelle file del partito di Di Pietro l'ex comunista italiano Matteo Riva sbaraglia tutti i suoi compagni di partito arrivando a quota 354 preferenze. Non ce la fa invece per un solo voto Matteo Sassi, l'ex di Rifondazione Comunista ora nel partito Sinistra e Verdi per Reggio. Davanti a lui Pierino Nasuti. Nel suo stesso partito, solo 67 prefrenze per Pinuccia Montanari, attuale assessore all'ambiente. Ce la fa per un pelo Nando Rinaldi che nell'attuale legislatura ha rivestito la carica di presidente del Consiglio comunale.L'elenco dei nuovi consiglieri reggiani (tra parentesi il numero di preferenze ottenuto): Pd - Caselli Emanuela (835)Vecchi Luca (630)Capelli Andrea (552)Montanari Valeria (378)De Lucia Carmine (340)Rodolfi Moreno (326)Scarpino Salvatore (326)Iori Sara (325)Campioli Giorgio (317)D'Andrea Ernesto (316)Montanari Federico (284)Prandi Marco (279)Carbognai Luisa (262)Venturini Gigliola (259)Cattani Luca (234)Cigarini Angelo (233)Olivo Antonio (226)Ballarini Ivano (220)Salsi Roberto (215)Pierfederici Roberto (214)Cavatorti Rossana (209)Rinaldi Nando (191) - Idv Matteo Riva (354) - Sinistra e Verdi per Reggio Nasuti Pierino (101) - Lega Nord Alessandri Angelo (Candidato sindaco)Giovannini Giacomo (173)Fossa Gabriele (165)Vinci Gianluca (140)Barbieri Miles (125)Iotti Matteo (102)Parenti Andrea (68)Irali Zefferino (56)Benassi Marina (55) Popolo delle libertà - Filippi Fabio (Candidato sindaco)Eboli Marco (430)Cataliotti Liborio (325)Gualtieri Rocco (321)Bassi Claudio (313)Terenziani Annamaria (258)- Città Attiva Spaggiari Antonella (Candidato sindaco) - Udc Damian Luca(268)- Reggio 5 Stelle Olivieri Matteo (Candidato sindaco) (Da Viaemilianet).Gli alleati della Lega: con 111.700 preferenze Mastella vola a Strasburgo
"Poche preferenze del premier, sopravanzato a livello locale anche dal redivivo Mastella. Fra gli eletti c’è anche Vito Bonsignore, già condannato per Tangentopoli, e intestatario di un conto corrente milionario nel Liechtenstein. Non stapperà lo spumante, non mangerà né offrirà mortadella il catanese Nino Strano. Non ce l’ha fatta l’ex senatore che con quel banchetto dozzinale salutò la caduta del governo Prodi, («no, fu solo un modo allegorico di festeggiare», la sua spiegazione). È arrivato 6° nella circoscrizione delle Isole. Chissà se Prodi, ieri, s’è fatto un bel piatto di pasta con le sarde.Fra le preferenze del Pdl è il capobanda che fa notizia, a rovescio: Berlusconi conta 2 milioni e 700 mila voti personali, fra gli elettori del Pdl solo uno su quattro ha indicato il premier, nonostante l’ossessiva richiesta: «Sulla scheda scrivete il mio nome, BER-LUS-CO-NI». Non l’hanno scritto. Nemmeno suo figlio, lamenta papi, «confuso dal simbolo col mio nome, ha ingannato molte persone». Il rapporto fra le preferenze personali e i voti totali è il più basso di sempre, intorno al 25%. Come Napoleone prima delle guerre, il presidentissimo ha chiesto il plebiscito agli italiani e non lo ha raccolto nemmeno fra le milizie. Non sarà l’unico problema per il premier: la vicina di casa di Porto Rotondo, Maristella Cipriani, è fuori. Fu candidata per mettere la sordina al contenzioso decennale fra il premier e la confinante, a proposito di un muro abbattuto per lasciare sfogo all’orticello botanico dell’altro. Adesso la Cipriani tornerà alla carica?Fra gli eletti c’è Mario Mauro, il candidato che Berlusconi aveva indicato come prossimo presidente del Parlamento Europeo, qualora il Pdl fosse stato il partito più nutrito del Ppe. Non sarà così. Si rivede Clemente Mastella, dopo diciotto mesi di guardina: ex Dc-Ccd-Cdr-Udr e Udeur, già alleato dell’Unione di Prodi, va a Strasburgo in lista con Berlusconi, ma in quota “personale”: nella sua provincia, Benevento, il Pdl va sopra il 50% trascinato proprio da Mastella, che lì ha raccolto quasi tutte le preferenze (111 mila) e dove ha battuto perfino il premier. «Questa competizione elettorale è stata innanzitutto una scommessa con me stesso», ha detto, «visibilmente commosso», riportano le agenzie. Sempre nel Sud meglio di Mastella - e dunque anche lei eletta - ha fatto Barbara Matera. L’annunciatrice di Rai Uno che aveva colpito l’affollata fantasia di Berlusconi ha trovato 130 mila aficionados. «Macché velina: è laureata», disse di lei il premier. Non ce l’ha fatta Iva Zanicchi, ma il successo delle candidate nel Pdl è concreto. Elisabetta Gardini, Roberta Angelilli, Erminia Mazzoni sono fra le più votate. Voleranno in Alsazia assieme a Gabriele Albertini, l’ex sindaco di Milano.Mastella non è l’unico col democristiano. C’è anche Vito Bonsignore. Era un andreottiano quando fu condannato in via definitiva a 2 anni di carcere per tangenti relative agli appalti per la costruzione dell'ospedale di Asti. Era nell’Udc ma in odor di Mastella quando rimase coinvolto nello scandalo della scalata alla banca Antonveneta. È berlusconiano adesso, e fra i primi iscritti al Pdl. Ne ha i requisiti: c’era il suo nome nell’intestazione di un conto corrente in Liechtenstein: 5 milioni e mezzo per Vito, che va a Strasburgo per passione" (Marco Bucciantini, L'Unità).Ferretti: "Ripartire dal 3,2% per le alleanze di sinistra"
Per Sinistra e Verdi il 3,26% ottenuto da Franco Ferretti, candidato sindaco, è una base di partenza per ricostituire una alleanza di centro sinistra. «Il risultato - spiega Ferretti - è buono, anche se siamo stati penalizzati dalla tesi del voto utile al Pd. Ora si apre un cantiere per fare emergere la nostra proposta di una sinistra socialdemocratica che, in quanto laica, non si riconosce nel Pd». Il dato complessivo non rende conto del successo personale di Ferretti, che, in quanto vicesindaco uscente, ha raccolto il massimo dei consensi, il 4,75%, nelle sezioni di Reggio città. Sinistra e Verdi è andata abbastanza bene solo qui e negli altri centri in cui aveva presentato proprie liste per le elezioni comunali. L'esito complessivo assicura alla coalizione un seggio in consiglio provinciale. «Avevo previsto - commenta Ferretti - una percentuale sul 3% capace di riequilibrare la sinistra. E' un bellissimo risultato per una lista come la nostra, che non è ancora una forza politica. Questa la fonderemo nell'assemblea nazionale dei candidati e degli attivisti che si riunirà il prossimo 11 luglio con Niki Vendola». Ferretti manifesta soddisfazione anche per lo scampato pericolo del ballottaggio, a cui Sonia Masini è sfuggita: «Sembrava - sottolinea - che ne fossi io responsabile». Sinistra e Verdi, al contrario, si propone di ricostruire una alleanza di centro sinistra,che considera di vitale importanzaanche per il partito democratico». La prospettiva è quella di una sinistra che sappia essere alternativa e frenare la tentazione di una parte dei democratici di tendere la mano all'Udc. L'appuntamento è quello delle elezioni politiche del 2013: «In quell'occasione - sottolinea Ferretti - bisognerà rimettere in campo un'alleanza di centro sinistra. Il bipartitismo, infatti, esce perdente da queste elezioni». L'altro interlocutore, decisamente ostico, è il partito della Rifondazione comunista: «Anche per Rifondazione - spiega Ferretti - vale lo stesso discorso. Divisi ci si indebolisce, non si offre un'alternativa reale». Nel consiglio provinciale Sinistra e Verdi si propone di vigilare sulle scelte della maggioranza: «Agiremo - sottolinea Ferretti - come un pungolo critico. Vedremo come votare di volta in volta, sui singoli contenuti. In futuro ci potranno essere convergenze con il partito democratico, che si saldino su un programma comune. Ora, però, è prematuro parlarne». (l.s., Gazzetta di Reggio)lunedì 8 giugno 2009
Elezioni provinciali: Sonia Masini presidente
Sonia Masini è stata confermata presidente della Provincia di Reggio Emilia con il 52,5% delle preferenze. Gli altri risultati: Pagliani (Pdl e Lega) 34,17%, Poli (Udc) 4,54%, Ferretti (Sinistra e Verdi) 3,26%, Ferrigno (Rifondazione e Comunisti) 3,19%.
Risultati delle Europee in Provincia
Nella nostra provincia la Lega schizza al 13,22%, quando nel 2004 era a poco più del 4% e nel 2008, alle Politiche, era arrivata all'8,5%. Molto bene anche l'Italia dei Valori, che conquista il 7,19%. I due partiti rubano voti rispettivamente al Pdl, che si ferma al 21,3% e al Pd (43.2 %) che alle politiche dell'anno scorso in terra reggiana aveva superato il 50% .Venendo ai partiti più piccoli, Rifondazione-Pdci è al 3,43%, mentre Sinistra e libertà è all'1,9%. I Radicali, sempre a Reggio, hanno preso il 2,27%. In leggera crescita invece l'Udc al 4,8%.
Vendola: "Un risultato che ci incoraggia"
"Poche settimane e anche un muro di gomma difficilmente penetrabile da parte dei mass media, un vero e proprio oscuramento. Il 3%, per una forza conosciuta si e no dal 40% del corpo elettorale, mi pare un risultato che ci incoraggia. Per noi di Sinistra e Libertà, un percorso rapidissimo, un neonato nella scena politica italiana, una creatura appena sorta. Abbiamo messo i primi mattoni di un cantiere. Ora l’intenzione è assolutamente quella di continuare a lavorare nel cantiere. Perché l’esigenza che noi abbiamo posto mettendo insieme sinistra è libertà, un luogo in cui i comunisti non nostalgici, i socialisti, i riformisti, i verdi, che devo dire in Europa hanno avuto una affermazione confortante, le culture critiche, il pacifismo, il femminismo insieme possono costruire quel soggetto politico del cambiamento adeguato ai tempi moderni, adeguato a interpretare un’epoca così difficile. Più in generale possiamo dire che salta lo schema del bipolarismo. I due grandi partiti che tendono, nel centrodestra e nel centrosinistra, a assorbire e riassumere l’intera scena politica nazionale, non ce la fanno. Si aprono contraddizioni vistose e questo credo sia un dato su cui riflettere. C’è un vento di destra in tutta Europa, in certi casi c’è il protagonismo inquietante di forze neofascista, forze di estrema destra. Questo vento di destra invece, qui, nell’italia berlusconiana, in qualche maniera, si avvita, inciampa. Siamo di fronte alla prima crepa del berlusconismo, del partito che pensava di guadagnare risultati stratosferici. Non ci sono stati fuochi d’artificio, anzi c’è quella che sembra l’inizio di una possibilità di declino. Allora le forze di opposizione devono ragionare su questo, le forze di sinistra devono poter inziare un percorso per destrutturare il blocco sociale del berlusconismo, svelare la sua ideologia, incalzarlo sui temi oggi incandescenti, a partire dalla crisi economica e sociale. In fondo Berlusconi ha tentato un’operazione persino disperata, nascondere la crisi, negarla, dire che la crisi era solamente proiezione propagandistica delle sinistre. Ma la crisi c’era. I carboni ardenti sotto la cenere ci sono in porzioni rilevanti del nostro paese. C’è un dolore esplosivo che viene occultato. Allora si tratta di capire se l’opposizione saprà interloquire con questa parte dell’Italia, saprà accendere un riflettore su questa porzione d’Italia, sarà in grado di contendere al berlusconismo il racconto della vita vera , quotidiana, della fatica di vivere. Se ci si chiuderà dentro il palazzo, immaginando un giorno un’opposizione urlata e un altro giorno un’opposizione solo emendativa, difficilmente si riuscirà nel cuore della società italiana a rappresentare una credibile alternativa alla destra. Chi ha scelto la divisione, chi ha scelto la trincea ideologica invece di partecipare a un cantiere più largo e unitario abbia una responsabilità. Molti hanno combattuto per una prospettiva differente, molti, tra questi io, hanno considerato talmente aspra la sconfitta della sinistra nel 2008 che c’era bisogno davvero di un riposizionamento strategico. La necessità era quella di uscire dalla contesa tra le tante anime, le tante differenze, la tante culture politiche, che hanno attraversato il 900. Quelle contese, quei rendiconti aspri, quelle fibrillazioni e talvolta persini quegli odi, fuori dal 900, quando è cambiato completamente lo scenario mondiale, non hanno significato. Io penso che invece si possa recuperare da ciascuna delle culture politiche della sinistra, materiali utili per rimettere insieme un luogo affascinante, un luogo popolare, che della politica sappia fare uno strumento che incide nella vita, un luogo utile alle coscienze. Questo bisognerebbe fare. In Europa, oltre che in Italia. La crisi sociale, se non incontra un forte luogo sociale di sinistra, rischia di produrre effetti drammatici. Le voci dell’intolleranza, dellla xenofobia e del razzismo, i partiti neofascisti e neonazisti che tornano al alzare la testa, sono il sintomo più inquietante di una profonda crisi della civiltà europea e del suo progetto di allargamento e di integrazione. E allora bisogna intendere che qui va giocata la partita. A questa altezza deve porsi la sinistra. Non mantenendo piccole eredità ideologiche, ma sfidando questo continente e il tempo nostro. Lì la sinistra gioca il senso della propria missione. Il dialogo bisogna tenerlo aperto con tutti coloro che pensano che oggi bisogna rimettere insieme la centralità dei diritti sociali che stanno subendo l’attacco della destra, la centralità dei diritti civili che non riescono a fare un passo in avanti e vivono una specie di stallo a causa della caduta libera del sentimento della laicità dello stato e persino la centralità dei diritti umani che hanno vissuto una stagione importante nel nostro paese e in tutta Europa. Allora diritti sociali, diritti civili e diritti umani sono il discorso fondativo di questa nuova sinistra in Italia. Una sinistra curiosa, ariosa, non settaria, non dogmatica. Non ci sono pregiudiziali nei confronti di nessuno. Non c’è nessuno che può interdire a qualcun altro di portare il proprio contributo a questa impresa. Ma questa è l’impresa, non un’altra. Non siamo dentro al restauro delle glorie e dei miti del passato, a una visione feticistica dei simboli. Siamo alla necessità di scavare quella trincea, di ricostruire quelle parole forti, nitide, per mettere in campo quella prospettiva che fa essere la sinistra non una piccola avanguardia, non una nicchia di sapienti".I risultati delle Europee nel Comune di Reggio.
161 sezioni scrutinate su 161. Percentuali di voto.
PD 43,7; IdV 7,84;Sinistra e Libertà 2,14;Rifondazione-Comunisti 2,85;Lega Nord 12,7;PdL 21,38;Udc 4,36;Lista Pannella 2,9.
PD 43,7; IdV 7,84;Sinistra e Libertà 2,14;Rifondazione-Comunisti 2,85;Lega Nord 12,7;PdL 21,38;Udc 4,36;Lista Pannella 2,9.
Fava:"Sinistra e Libertà un progetto a lungo termine"
“Se il 3% sarà, si tratterà di un risultato che rispecchierà ciò che abbiamo ricevuto, ascoltato e compreso in questa campagna elettorale - ha dichiarato Claudio Fava commentando i risultati delle prime proiezioni - e cioè un paese che è tornato ad affezionarsi a parole come “sinistra” e “libertà”, ma che ha avuto poche settimane e pochi strumenti per apprezzarne fino in fondo il suo progetto. Sinistra e Libertà - ha concluso Fava- resta in campo ed è un progetto al quale dedicheremo passione ed energie nei prossimi mesi”.
L'affluenza a Reggio: dato definitivo
Nel Comune di Reggio hanno votato il 78,4% degli aventi diritto, con un calo di circa 2 punti percentuali rispetto al 2004.
domenica 7 giugno 2009
Voto, buona l'affluenza a Reggio
Alle 22 di ieri sera aveva votato, in tutta la provincia di Reggio, il 24,71%, e nel capoluogo il 26,8% degli elettori. In provincia si era al 24, 71%. Percentuali molto più elevate della media nazionale, che si aggirava sul 17%. Si vota anche oggi dalle 7 alle 22 in 37 comuni della provincia. Si vota per il sindaco, il presidente della provincia, il consiglio comunale e provinciale, i consigli di circoscrizione e i rappresentanti al Parlamento europeo.
sabato 6 giugno 2009
Ferretti al seggio: un grazie a tutti i volontari
Candidati Consiglio, c'è anche Barbone
L'appello al voto di Franco Ferretti
Innanzitutto voglio ringraziare tutti i volontari, i candidati e le candidate che ci hanno aiutato in questa lunga campagna elettorale. La lista di Sinistra e Verdi per Reggio si presenterà da sola in Provincia, dove mi sono candidato alla presidenza dell’ente, mentre ci siamo alleati con Delrio in Comune. Questo perché sul precariato, i diritti di cittadinanza, lo stato sociale e l’ambiente abbiamo trovato un accordo in Comune fra il nostro programma e quello del Pd. Altrettanto non è avvenuto in Provincia, dove la chiusura della presidente Masini su molti di questi temi è stata totale. Votate Sinistra e Verdi in Comune perché i lavoratori non possono essere lasciati soli a pagare il prezzo di questa pesante crisi e votate Sinistra e Verdi in Provincia perché Reggio ha bisogno di “una provincia di Sinistra”, per un lavoro sicuro, per l’ambiente, per la qualità del territorio e per il rispetto delle diversità nella solidarietà.
L'appello al voto di Fulvio Bucci e di Lisa Clark
Carissimi come sapete sono oramai molti gli anni che hanno visto il mio impegno per la pace, la solidarietà, la sostenibilità e la nonviolenza accompagnato sempre da un impegno politico "ai piani bassi": quelli della politica che si svolge confrontandosi con i territori e con la gente, immaginando e declinando i grandi ideali nei progetti e nelle prassi locali! Ho sempre fatto questo scegliendo di stare (a volte più dentro, a volte in posizione più defilata ...) in un movimento politico nella cui sfida ho creduto sin dall'inizio, i Verdi, convinto dalle intuizioni profetiche di un grande politico purtroppo ancora rimpianto: Alex Langer. Con tutte le traversie del caso eccoci qua ... ancora una volta a cercare di portare dal basso i nostri ideali, i nostri progetti, le persone nella "malandata" politica di oggi! Ma oggi lo faccio con due motivi in più di entusiasmo e di stimolo che mi spingono dopo aver fatto una campagna elettorale con i mezzi che più mi piacciono (sulla strada con volantini e manifesti a parlare con la gente e anche a "prender su") a scrivervi queste righe, ovviamente all'ultimo momento.
Il 1° è la presenza come capolista nel nord est, nelle liste di Sinistra e Libertà di una persona, vera e sincera, coerente e caparbia, competente e motivata, che conosco da anni personalmente per il comune impegno per il disarmo e i popoli oppressi e abbandonati; una garanzia da portare assolutamente al parlamento europeo!! Ovviamente sto parlando di Lisa Clark di cui di seguito vi invio il sostegno a lei di Mirko coordinatore reggiano della Campagna "Un futuro senza atomiche" e il volantino di presentazione.
Il 2° è la situazione attuale che viviamo, in particolare in italia: una società che sembra sfasciata, che sembra inseguire mode e modelli consumistici e individualistici e sopratutto una politica e una cultura che sembrano ripudiare la tradizione e la storia del nostro paese dalla sigla del Patto Costituzionale in poi e anche le stesse profetiche parole che Giuseppe Dossetti alla fine della sua vita rilanciò con forza interrompendo il "suo silenzio monastico" e proponendo la nascita dei comitati in difesa della costituzione.Ma poi rileggendo le ultime parole che Lisa Clark ci ha rilanciato con forza ed entusiasmo ieri sera alla festa di chiusura in piazza Fontanesi a Reggio mi accorgo che sto cadendo nella trappola anche io e che effettivamente non è così, che vale la pena di continuare piccoli e tenaci, ma in rete, a resistere.
L'appello di Lisa Clark
"Ormai mancano poche ore. Non so come andrà, ma ci tenevo a ringraziare tutte e tutti! Mai avrei potuto immaginare... Questa avventura di tre settimane e mezzo è stata splendida. Ho conosciuto tantissime persone meravigliose. Ho pianto di gioia insieme ad amiche ed amici ritrovati dopo tanto tempo. Sono stata ricoperta di affetto e solidarietà, da uomini e donne che non conoscevo ma che condividono con me la speranza di costruire qualcosa di nuovo. Ho fatto centinaia (anzi, migliaia) di chilometri, con la mia macchina guidando a volte anche a velocità folli per arrivare nel maggior numero possibile di luoghi in questo collegio elettorale enorme: sono stata da Rimini a Bolzano, dall'Appennino Modenese al Carso ... (mancano le Ande e il Lago Vittoria, sarà per quando avremo un Parlamento Globale!). E ovunque ho visto pratiche virtuose di resistenza al pensiero dominante, al modello di egoismo e sopraffazione dei deboli. La nonviolenza applicata a tutti i campi delle relazioni: tra i popoli, tra le persone, nell'economia, in politica, nel sociale, tra gli esseri umani e gli altri esseri viventi e con l'ambiente. A tutte e tutti mando un abbraccio e un ringraziamento per come sono stata accolta, con affetto e fiducia. L'unico obiettivo ora è quello di superare lo sbarramento del 4%. Se tutte e tutti ci crederanno, ce la faremo. Tenete alta la speranza. Che nessuno pensi di essere solo, un'unica voce resistente nelle catacombe! Vi assicuro, siamo tantissime/i: basta crederci."Infine sta girando molto (troppo!) un'informazione falsa, maliziosa. Si dice che Sinistra e Libertà non abbia possibilità di farcela e che, quindi, votarla significhi sprecare il voto. Le informazioni che abbiamo in mano noi, invece, dicono che Sinistra & Libertà è sull'orlo del quorum. Se ce la faremo o meno, a questo punto, dipende da ciascuno di noi. Ogni voto può fare la differenza. Basta non scoraggiarsi, basta ricordare a amici, vicini, colleghi che il voto utile è quello che porta le nostre idee in Europa. Oppure, come mi dice un altro: "Il voto utile è quello per le cose e le persone in cui credi". Un altro amico mi ha detto: "Non accetto il ricatto del 'voto utile'. Dire che ci sono 'voti utili' e 'voti inutili' è come dire che ci sono 'persone utili' e 'persone inutili'. Ogni persona ha la sua dignità. Ogni voto ha la sua dignità. Semmai esiste il "voto giusto" ... ed ognuno riacquisti la libertà e la responsabilità di scommettere sul proprio "voto giusto".Per questo mi permetto di segnalarvi e di indicarvi che io sosterrò per queste elezioni con convinzione il voto ai piccoli partiti perchè è un voto oggi in difesa della democrazia e delle libertà fondamentali, in coerenza con l'impegno per la pace e la nonviolenza, per un economia solidale e in difesa dei valori costituzionali più profondi: in particolare il voto a Lisa, per quello che rappresenta anche la sua scelta come capolista, il voto a Sinistra e Libertà, Sinistra e Verdi (per la provincia nella cui lista sono candidato anche io), Sinistra e Ambiente (in comune a Correggio), Sinistra e ................. (riempiamo con il contributo di tutti lo spazio che al momento è vuoto) per il coraggio di aver accettato e scomesso sulla sfida del pluralismo, delle differenze, della costruzione dal basso di luoghi politici di confronto e crescita, della coerenza sullo stile politico e sui valori, sul riconoscimento dei propri limiti e contradditorietà: non siamo tutti uguali, non la pensiamo tutti allo stesso modo, ma tutti cerchiamo di portare il nostro impegno e le nostre idee.Mi scuso se vi importuno a poche ore dal voto ma credo sia bello condividere le nostre convinzioni profonde e i nostri desideri in questo momento e continuare a lavorare per relazioni più umane ... più lente, più dolci e più felici.
venerdì 5 giugno 2009
I candidati al consiglio provinciale di Sinistra e Verdi per Reggio

Ecco i candidati al consiglio provinciale di Sinistra e Verdi per Reggio
Albinea: Pinuccia Montanari, 52 anni, funzionaria università e assessore comunale uscente all’ambiente; Bagnolo-Correggio: Giorgia Piccinini, 21 anni, studentessa universitaria; Cadelbosco Sopra: Nevino Marani, operaio Tecnogas, 56 anni; Casalgrande: Vulcano Cataldo, 50 anni, diplomato, dirigente di azienda; Casina: Erio Buffagni, 57 anni, pensionato; Castellarano-Scandiano: Alessandro Luca Pelati, 53 anni, veterinario; Castelnovo Sotto: Antonio Migale, 49 anni, arredatore; Castelnovo Monti: Ornella Coli, 43 anni, impiegata nella Cooperativa La Sorgente, assessore uscente a Busana; Cavriago: Romeo Alberto Guarnieri, 57 anni, insegnante; Correggio: Fulvio Bucci, 45 anni, formatore e commercio equosolidale; Fabbrico: Remo Bellesia, 59 anni, volontario Wwf; Guastalla: Giuliana Bedogna, 53 anni, assessore all’ambiente; Montecchio: Katia Cervi, 33 anni, imprenditrice; Novellara: Marco Candiani, 49 anni; Poviglio: Giancarlo Zambelli, 73 anni, pensionato; Quattro Castella: Vitaliano Biondi, 59 anni, architetto; Reggiolo: Pietro Grazioli, 54 anni, medico del lavoro; Reggio Emilia 1: Alessandra Ghidoni, 33 anni, insegnante in una scuola dell'infanzia comunale; Reggio Emilia 2: Daniela Friggeri, 48 anni, lavora in un ente comunale; Reggio Emilia 3: Fulvio Pezzarossa, 60 anni, ambientalista e docente universitario; Reggio Emilia 4: Atos Cattini, 54 anni, presidente di una coop sociale; Reggio Emilia 5: Carla Colzi, 53 anni, dipendente Arcispedale, assessore uscente ai lavori pubblici; Reggio Emilia 6: Giuseppe Neroni, 50 anni, libero professionista, presidente provinciale dei Verdi; Reggio Emilia 7: Gianfranco Riccò, 63 anni, ex segretario Camera del Lavoro; Reggio Emilia 8: Pinuccia Montanari, 52 anni, assessore all’ambiente uscente, funzionaria università; Reggio Emilia 9: Pietro Mariani Cerati, 60 anni, commerciante; Rubiera: Giovanni Casarini, 58 anni, dirigente e ambientalista; S.Ilario: Fabio Tinterri, 35 anni, operaio metalmeccanico, delegato Fiom-Cgil; Scandiano: Giorgio Teggi, 54 anni, architetto; Villa Minozzo: Giorgio Tegani, 63 anni, dirigente sindacale in pensione.
I candidati al consiglio comunale di Reggio di Sinistra e Verdi

Ecco i candidati al consiglio comunale di Sinistra e Verdi per Reggio
Matteo Sassi, 28 anni, dipendente coop, consigliere comunale uscente; Pinuccia Montanari, 52 anni, assessore all’ambiente uscente, funzionaria università; Pierino Nasuti, 60 anni, sociologo; Carla Colzi, 53 anni, dipendente Arcispedale, assessore uscente ai lavori pubblici; Ettore Borghi, 72 anni, ex insegnante di liceo ed ex vicesindaco; Cristina Anversa, 20 anni, studentessa universitaria; Williams Amaning, 40 anni, ghanese, operaio Italcarni; Irene Aresu, 48 anni, medico di base; Antonino Amodeo, 58 anni, ferroviere; Carla Bedogni, 41 anni, operatrice sanitaria; Marco Bagni, 32 anni, precario della scuola; Cosetta Borgatti, 53 anni, dirigente d’azienda; Alessandro Barbone, 29 anni, operaio Valvoil; Morena Colli, 40 anni, impiegata; Vitaliano Biondi, 59 anni architetto; Eliana Dazzi, 57 anni, responsabile casa protetta; Claudio Campani, 53 anni, cuoco; Annarella Ferretti, 50 anni, commerciante; Michele Ferrari, 25 anni, studente universitario; Antonella Festa, 59 anni, insegnante; Fulvio Ferri, 56 anni, dirigente medico del Spsal di Scandiano e Castelnuovo Monti; Roberta Filippi, 45 anni, funzionaria Provincia; Pietro Mariani Cerati, 60 anni, commerciante; Simonetta Gilioli, 45 anni, insegnante; Rosario Martorana, 39 anni, operaio e delegato Fiom; Claudia Panizzi, 56 anni, medico di base; Tarik Mazid, 25 anni, marocchino, studente lavoratore; Romano Fortunata, 75 anni, psicologa e psicoterapeuta; Antonio Migale, 49 anni, arredatore; Valentina Trizzino, 47 anni, assistente sociale; Saverio Morselli, 53 anni, funzionario all'Agenzia delle Entrate; Fulvio Pezzarossa, 60 anni, ambientalista e docente universitario; Erik Scaltriti, 34 anni, videomaker; Mario Spatola, 64 anni, pensionato, ex quadro delle Ferrovie dello Stato e volontario Sunia; Giorgio Teggi, 54 anni, architetto; Carlo Salardi, 40 anni, dipendente pubblico, presidente del Centro Sociale Arci “Stranieri”.
giovedì 4 giugno 2009
Ferretti: la Masini dà i numeri e si fa bella con i soldi degli altri
Le giovani leve di Sinistra e Verdi

Rosetta Turra', di Roncocesi, Veronica Lolli, di Cella, Sara Cattini dell'Orologio sono tre giovanissime candidate per la circoscrizione ovest per Sinistra e Verdi per Reggio. Hanno 19 e 21 anni e sono studentesse universitarie. Nella loro scelta di impegnarsi in prima persona politicamente nel proprio territorio, Sara, Rossella e Veronica, oltre ad aver avuto modo di conoscersi fra loro in occasione dei varie iniziative e banchetti informativi, hanno vissuto con entusiasmo crescente l'incontro diretto con le persone nelle frazioni del quartiere durante la campagna elettorale come occasione di scambio, ascolto e confronto fra esperienze e generazioni diverse.
Landini, segreteria nazionale Fiom: il mio voto a Ferretti
"Il 6 e 7 giugno 2009 il mio voto andrà a Lisa Clark candidata al Parlamento Europeo con "Sinistra e Libertà" per cercare di eleggere in Europa una voce non violenta, per il disarmo ed una cultura della pace. Nel mio territorio, Reggio Emilia, il mio voto andrà a Franco Ferretti candidato alla Presidenza della provincia per "Sinistra e Libertà" per sostenere il recupero di una piena rappresentanza politica del lavoro e la ricostruzione di un nuovo soggetto politico unitario della sinistra". E' quanto afferma il reggiano Maurizio Landini, membro della segreteria nazionale della Fiom.
Domani la festa di chiusura della campagna elettorale

Domani sera, alle 21, in piazza Fontanesi, festa di chiusura della campagna elettorale di Sinistra e Verdi per Reggio e Sinistra e Libertà. Saranno presenti Franco Ferretti, candidato alla presidenza della Provincia, di Sinistra e Verdi per Reggio e Lisa Clark, capolista alle europee di Sinistra e Libertà. Insieme a loro tutti i candidati al consiglio comunale e provinciale di Sinistra e Verdi, volontari e simpatizzanti. Ci sarà un rinfresco e poi musica pop-rock anni ’70-’80-’90 con Ilaria Taddei e Fabio Bagni.
Neroni: pure la regione critica il Ptcp provinciale
Sassi: “La Spaggiari scelga: la Manodori, o il Consiglio”
Migale: "Ecco come ho vissuto la campagna elettorale"
Pubblichiamo un commento sulla campagna elettorale di Antonio Migale, candidato al consiglio comunale di Sinistra e Verdi per ReggioLa campagna elettorale volge al termine. Solo pochi giorni e poi si chiude il sipario. Certo non sono mancate le bordate e i colpi più o meno bassi. Tra avversari politici, ma anche tra ex compagni di partito, una sfida tra fratelli. Vari i temi trattati. Il tema della sicurezza che piace tanto alla destra, ma, anche dibattiti sulla criminalità, sul lavoro, sul testamento biologico.
Iniziative amplificate poi dalla stampa che ha preso posizioni su gli uni e gli altri candidati. Una sfida elettorale a tutto campo. Lo Show di Beppe Grillo, una via di mezzo tra l’iniziativa politica e lo spettacolo, ha divertito ma, ha anche alleggerito il clima pesante che si è venuto a creare. Non sono mancate iniziative politiche a base di cene e rinfreschi, più simili a feste di compleanno che a veri dibattiti politici.
Tutto questo è legittimo se si esclude il rischio che tutto possa apparire come una strumentalizzazione finalizzata all’accaparramento dei consensi. Le note più dolenti sono stati però gli atti di vandalismo a discapito di alcuni candidati di destra e di sinistra. Questo deve far riflettere. Questa competizione elettorale l’ho seguita attraverso il faticoso e straordinario lavoro svolto dalla stampa, nella speranza che le notizie mi siano arrivate più obiettive possibili.
Le notizie più vere però, sono quelle che ho raccolto durante la mia campagna elettorale. Nei pochi banchetti che ho fatto insieme ai miei compagni di partito, ma soprattutto in giro nelle strade, nei quartieri e nelle case dove sono stato accolto, nel migliore dei modi, dalla gente più povera e più umile – la gente più ricca è meno interessata alla politica- i poveri ti accolgono speranzosi che qualcuno ascolti i loro problemi ed i loro drammi.
Da quello più fortunato che non riesce a pagare la retta universitaria del figlio, a quello meno fortunato che non può pagare il mutuo e le bollette del gas, a quello più disperato che non riesce a pagarsi le medicine e, nonostante gli aiuti dei servizi sociali messi a disposizione dal comune, rivendica un lavoro e una vita più dignitosa. Migliaia gli artigiani e i lavoratori nel settore edilizio, ma, anche lavoratori in cassa integrazione che chiedono suggerimenti ed idee per uscire fuori dal pantano.
Sono necessari per questi lavoratori dei percorsi per poter dare loro delle nuove opportunità affinché trovino degli sbocchi alternativi nei nuovi programmi di questa città. La politica, a volte, appare molto distante da questi cittadini, tanti di loro forse non voteranno o forse torneranno a votare per avere ancora una speranza. La causa, a mio modesto parere, è la litigiosità imperante che regna sovrana a livello nazionale ma che sta invadendo, come un virus, le competizioni elettorali locali e addirittura i cittadini privati che sono gli uni contro gli altri e cercano un capro espiatorio.
Qualcuno da colpevolizzare. La legge del più forte contro il più debole. La società sta cambiando, un’ondata di sottile e insidioso razzismo ha invaso l’Italia intera e sta invadendo anche Reggio Emilia. Chiediamoci un perché. La città della resistenza e delle lotte partigiane, la città dove il forte spirito della cooperazione ed una politica della solidarietà e dell’accoglienza l’ha resa una delle città più ricche e più forti dell’intero territorio, non deve correre questo rischio.
Assumere atteggiamenti arroganti e provocatori, oserei dire, a volte infantili, non solo non favoriscono il dialogo e penalizzano pesantemente l’efficacia dell’azione politica ma risvegliano vecchi rancori che possono indurre ad atti di violenza.
Fra qualche giorno si spegneranno i riflettori e forse tutto tornerà come prima. Ma oggi non è già più come prima. Una crisi economica di livello internazionale sta invadendo il nostro territorio. E’ come una calamità. E’ necessario una forte coesione tra i partiti e tutte le varie forze politiche e sociali che deve essere trasmessa anche ai cittadini.
Ognuno dalla propria postazione deve dare quell’onesto contributo all’attività politica, compresa la stampa, a favore dei cittadini. Sono loro i protagonisti. Il punto di partenza deve essere proprio l’abbassamento dei toni ed il recupero di alcuni valori. Il rispetto della dignità dell’uomo e dei diritti naturali. Sono regole elementari. La politica deve dare l’esempio. La politica deve unire tutte le forze sociali e umane del territorio in uno spirito di cooperazione e di dialogo che deve diffondere fiducia. Il gioco di alcune strategie per riscuotere consensi rischia di aumentare le tensioni sociali.
L’inosservanza delle regole più elementari del diritto naturale ed internazionale mette a rischio l’intero sistema dei rapporti tra i popoli ma anche tra semplici cittadini.
Se alla fine di questa campagna elettorale, si creeranno le condizioni per affrontare i temi dibattuti con questo spirito, a difesa di quei valori che ritengo indispensabili per dare concretezza e dignità alla stessa politica, ognuno potrà dire di avere vinto questa competizione elettorale.
Iniziative amplificate poi dalla stampa che ha preso posizioni su gli uni e gli altri candidati. Una sfida elettorale a tutto campo. Lo Show di Beppe Grillo, una via di mezzo tra l’iniziativa politica e lo spettacolo, ha divertito ma, ha anche alleggerito il clima pesante che si è venuto a creare. Non sono mancate iniziative politiche a base di cene e rinfreschi, più simili a feste di compleanno che a veri dibattiti politici.
Tutto questo è legittimo se si esclude il rischio che tutto possa apparire come una strumentalizzazione finalizzata all’accaparramento dei consensi. Le note più dolenti sono stati però gli atti di vandalismo a discapito di alcuni candidati di destra e di sinistra. Questo deve far riflettere. Questa competizione elettorale l’ho seguita attraverso il faticoso e straordinario lavoro svolto dalla stampa, nella speranza che le notizie mi siano arrivate più obiettive possibili.
Le notizie più vere però, sono quelle che ho raccolto durante la mia campagna elettorale. Nei pochi banchetti che ho fatto insieme ai miei compagni di partito, ma soprattutto in giro nelle strade, nei quartieri e nelle case dove sono stato accolto, nel migliore dei modi, dalla gente più povera e più umile – la gente più ricca è meno interessata alla politica- i poveri ti accolgono speranzosi che qualcuno ascolti i loro problemi ed i loro drammi.
Da quello più fortunato che non riesce a pagare la retta universitaria del figlio, a quello meno fortunato che non può pagare il mutuo e le bollette del gas, a quello più disperato che non riesce a pagarsi le medicine e, nonostante gli aiuti dei servizi sociali messi a disposizione dal comune, rivendica un lavoro e una vita più dignitosa. Migliaia gli artigiani e i lavoratori nel settore edilizio, ma, anche lavoratori in cassa integrazione che chiedono suggerimenti ed idee per uscire fuori dal pantano.
Sono necessari per questi lavoratori dei percorsi per poter dare loro delle nuove opportunità affinché trovino degli sbocchi alternativi nei nuovi programmi di questa città. La politica, a volte, appare molto distante da questi cittadini, tanti di loro forse non voteranno o forse torneranno a votare per avere ancora una speranza. La causa, a mio modesto parere, è la litigiosità imperante che regna sovrana a livello nazionale ma che sta invadendo, come un virus, le competizioni elettorali locali e addirittura i cittadini privati che sono gli uni contro gli altri e cercano un capro espiatorio.
Qualcuno da colpevolizzare. La legge del più forte contro il più debole. La società sta cambiando, un’ondata di sottile e insidioso razzismo ha invaso l’Italia intera e sta invadendo anche Reggio Emilia. Chiediamoci un perché. La città della resistenza e delle lotte partigiane, la città dove il forte spirito della cooperazione ed una politica della solidarietà e dell’accoglienza l’ha resa una delle città più ricche e più forti dell’intero territorio, non deve correre questo rischio.
Assumere atteggiamenti arroganti e provocatori, oserei dire, a volte infantili, non solo non favoriscono il dialogo e penalizzano pesantemente l’efficacia dell’azione politica ma risvegliano vecchi rancori che possono indurre ad atti di violenza.
Fra qualche giorno si spegneranno i riflettori e forse tutto tornerà come prima. Ma oggi non è già più come prima. Una crisi economica di livello internazionale sta invadendo il nostro territorio. E’ come una calamità. E’ necessario una forte coesione tra i partiti e tutte le varie forze politiche e sociali che deve essere trasmessa anche ai cittadini.
Ognuno dalla propria postazione deve dare quell’onesto contributo all’attività politica, compresa la stampa, a favore dei cittadini. Sono loro i protagonisti. Il punto di partenza deve essere proprio l’abbassamento dei toni ed il recupero di alcuni valori. Il rispetto della dignità dell’uomo e dei diritti naturali. Sono regole elementari. La politica deve dare l’esempio. La politica deve unire tutte le forze sociali e umane del territorio in uno spirito di cooperazione e di dialogo che deve diffondere fiducia. Il gioco di alcune strategie per riscuotere consensi rischia di aumentare le tensioni sociali.
L’inosservanza delle regole più elementari del diritto naturale ed internazionale mette a rischio l’intero sistema dei rapporti tra i popoli ma anche tra semplici cittadini.
Se alla fine di questa campagna elettorale, si creeranno le condizioni per affrontare i temi dibattuti con questo spirito, a difesa di quei valori che ritengo indispensabili per dare concretezza e dignità alla stessa politica, ognuno potrà dire di avere vinto questa competizione elettorale.
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